SENIGALLIA - Restano in carcere in attesa della convalida dell'arresto i tre giovani rapinatori lombardi fermati la notte di Ferragosto. Uno di loro compirà gli anni domani dietro le sbarre. Hanno tra i 20 e i 23 anni e sono residenti nella provincia di Monza e Brianza. Cittadini italiani, nati e cresciuti in Italia, ma con dei familiari di origine tunisina. Tutti incensurati che, davanti agli inquirenti, ha scelto il silenzio rifiutandosi di collaborare. L’aggressione in spiaggia rappresenta solo l’epilogo di una vacanza nata male e finita decisamente peggio.
I precedenti
La comitiva, composta in tutto da dieci ragazzi sulla ventina, era arrivata in città a scaglioni tra il 13 e il 14 agosto per trascorrere il Ferragosto sul litorale. I primi due giovedì avevano prenotato una stanza d’albergo. Una doppia. Sono poi stati raggiunti da altri quattro creando i primi problemi. In sei non ci potevano stare, così si erano dovuti trasferire poi in un appartamento preso in affitto nella zona dello stadio. Nel frattempo, sono stati raggiunti da altri quattro. Dieci in tutto. Un alloggio prenotato per sole due persone, anche questo, diventato subito il covo abusivo dell'intero gruppo. Accortisi dell'irregolarità e del sovraffollamento, i proprietari dell'immobile hanno cercato a più riprese di allontanarli, senza riuscirci. All'interno dell'abitazione la situazione è presto precipitata: la stanza è stata devastata e le doghe in legno del letto sono state persino smontate e caricate nell'auto dei rapinatori. Nel quartiere sono state riferite anche accese discussioni con i vicini e lanci di lattine contro i veicoli in sosta, sebbene per questi episodi non siano ancora giunte querele formali. I sette amici dei rapinatori non sono stati denunciati. La polizia attende le formali querele per i danneggiamenti. L'escalation è culminata nella notte festiva con la tentata rapina conclusa in aggressione e alcune ore più tardi stesso scenario ma con la rapina andata a buon fine. Scattato l'allarme, la polizia ha intercettato i tre, poi arrestati, a bordo di un'autovettura con targa svizzera, risultata intestata ai genitori di uno di loro, che risiedono appunto lì.
Arma e soldi
Durante la perquisizione del veicolo, oltre alle doghe rubate, sono stati sequestrati un coltello con una lama da 11 centimetri (lunghezza complessiva di 21) e denaro contante per un totale di 475 euro, suddivisi tra i tre in importi da 95, 50 e 330 euro. L'inchiesta è coordinata dal Pm Rosario Lionello e la difesa è affidata all'avvocato Marco Fioretti, in attesa della convalida dei tre arresti che potrebbe tenersi già oggi.