Senigallia, minacce sui social: «Pagami». Il baby boss di 15 anni preso con 150 euro: arrestato in gelateria dai poliziotti finti clienti

SENIGALLIA - I poliziotti si sono finti clienti di una gelateria del lungomare Mameli per incastrare il 15enne arrestato mercoledì per estorsione. L'operazione, eseguita dal Commissariato, ha messo la parola fine a settimane di minacce e intimidazioni ai danni di un adolescente di Senigallia. Anche il presunto baby boss, 15 anni, è senigalliese. Si trova ora nel penitenziario minorile di Bologna con l'accusa di estorsione.

La ricostruzione

Con lui, al momento del blitz, c’era un suo amico coetaneo, italiano di seconda generazione. La spirale di pressioni era iniziata nella prima metà di luglio, quando il 15enne è stato preso di mira, imponendogli continue consegne di denaro. A ogni scadenza fissata, se i soldi non venivano recuperati, le richieste economiche lievitavano, con ultimatum quotidiani. Esasperato dal clima di terrore, il ragazzo, accompagnato dai genitori, si è presentato in Commissariato il 28 agosto per sporgere denuncia. A quel punto è scattata l’attività investigativa con l’analisi di tutte le conversazioni avvenute sui social, dalle quali emergerebbero le richieste di denaro. L'epilogo della vicenda si è consumato mercoledì sul lungomare Mameli. Dopo aver concordato un appuntamento davanti alla gelateria con la promessa di consegnare la cifra pattuita, la vittima si è presentata seguendo le indicazioni dei poliziotti che, confusi tra i clienti del locale e in abiti civili, hanno monitorato ogni movimento. A quel punto si è svolto lo scambio di denaro che è avvenuto sotto gli occhi dei poliziotti. Il ragazzo vittima dell’estorsione ha estratto 150 euro e li ha consegnati al 15enne senigalliese, che li ha subito infilati nella custodia del proprio smartphone. Non appena i due si sono incamminati a piedi per allontanarsi, i poliziotti sono intervenuti fermandoli e sottoponendoli a perquisizione. Le banconote sono state rinvenute esclusivamente addosso all’italiano. Condotto in Commissariato per tutti gli accertamenti, in serata il giovane è stato dichiarato ufficialmente in stato di arresto per il grave reato di estorsione e gli è stato assegnato un avvocato d’ufficio. E’ stato poi trasferito nel carcere minorile di Bologna, a disposizione dell'autorità giudiziaria. Un ragazzo proveniente da famiglia senigalliese, del tutto insospettabile. E’ il secondo arresto per estorsione tra minori in dieci giorni eseguito dalla polizia. Nel penitenziario bolognese si trova ristretto anche un 17enne dallo scorso 26 agosto per fatti avvenuti a Marzocca. I due episodi non risultano collegati.