«Senza insegnante di sostegno non mando a scuola mio figlio autistico. Ci avevano promesso una continuità»

BELLUNO - Senza l'insegnante di sostegno non mando mio figlio a scuola. Questa la protesta silenziosa di una famiglia che vive nel capoluogo. Delfo (nome di fantasia, ndr.), bambino autistico, certificato, di nove anni, frequenta una scuola elementare del centro città, ma è costretto ad andarci a singhiozzo. «Mercoledì scorso, il giorno prima della ripresa dell’anno – spiega il padre – ci è arrivata la comunicazione che mio figlio non avrebbe avuto l’insegnante di sostegno e che l’attività didattica sarebbe stata garantita dagli altri docenti della classe. Per cui, dopo una serie di valutazioni in famiglia, abbiamo deciso che nostro figlio non prenderà parte alle lezioni fino alla nomina dei maestri preposti all’insegnamento individualizzato e personalizzato». 
Dall’altra parte, però, l’Aulss1 Dolomiti ha garantito sin dall’apertura dei cancelli, la presenza per alcune ore degli operatori socio sanitari di riferimento. «Proprio per questo motivo – continua il padre del bambino – Delfo frequenterà solo nelle ore in cui questo servizio è presente. Ad esempio, il primo giorno mio figlio ha potuto frequentare l’aula per due ore». 


La decisione


Una scelta, quella della famiglia, motivata dal fatto che una situazione analoga si era presentata anche gli scorsi anni. «Non è possibile ad ogni inizio d’anno ritrovarsi nelle stesse condizioni - spiega il genitore - Per questo motivo, come protesta verso le istituzioni, abbiamo deciso di tenere a casa nostro figlio: l’insegnante di sostegno è un suo diritto. Ci tengo a sottolineare anche che non c’è stato e non c’è alcun tipo di contrasto con l’Istituto comprensivo, con il dirigente scolastico e con il personale stesso, anzi. Il problema risiede più in alto». 


Problema comune


Il caso di Delfo, per altro, non è isolato. Altre famiglie del territorio si trovano nelle stesse condizioni, perchè la carenza di docenti è cronica, anche se poi le scelte non sono le stesse. A poche ore dall’apertura dei cancelli scolastici, i quotidiani locali titolavano così: in provincia di Belluno sono oltre 500 i posti di docente vacanti. Passando ai dati, 105 erano i posti mancanti solo nella specifica classe di concorso dedicata al sostegno. Mentre le persone con disabilità hanno il diritto ad un percorso scolastico personalizzato. «Come famiglia – continua il papà di Delfo – abbiamo steso, anche quest’anno, “il progetto di vita” per le persone con disabilità. Non si tratta di un mero atto burocratico, ma di un diritto riconosciuto dalla legge italiana e dalla Convenzione Onu che punta a delineare un percorso concreto e personalizzato che mira al futuro con dignità, consapevolezza e partecipazione, coinvolgendo più macro aree, tra cui l’istruzione, lavoro, abitare, socialità, salute e tempo libero, ma anche diversi enti». 


Il progetto di vita

Insomma, quello che dovrebbe essere un diritto fondamentale, il progetto di vita, sancito dalla legge, parrebbe venire meno. «Delfo – continua il padre – dovrebbe andare in aula tutti i giorni, come tutti i bambini». Da qui il tam tam di e-mail inviate alle autorità e agli organi di stampa per far emergere la problematica. «Da questa vicenda nasce il desiderio di portare la nostra voce alle autorità, come al presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, a quello della provincia di Belluno e sindaco, Oscar De Pellegrin. Sappiamo che non tutte queste autorità sono direttamente competenti nell’ambito dell’istruzione. Però, come cittadino, mi rappresentano all’interno delle diverse istituzioni, sia con un ruolo politico sia amministrativo. Spero possano aiutarmi a portare il mio appello agli enti competenti». 


La vicenda


La stessa email è stata inoltrata pure all’Ufficio scolastico territoriale di Belluno. «Riavvolgendo il nastro – conclude il papà di Delfo – al termine dello scorso anno avevamo fatto la richiesta di continuità didattica e ci era stato comunicato il buon esito della procedura. Ci avrebbe permesso di ricominciare il nuovo anno con la stessa docente di sostegno che aveva accompagnato mio figlio nei nove mesi precedenti. Oggi l’ufficio scolastico mi dice che quel tipo di procedura si è incagliata, ha avuto qualche problema. Mi chiedo quale. Sta di fatto che ad oggi mio figlio non ha il docente di sostegno. Mi è stato detto che la situazione si sarebbe dovuta risolvere in breve. Spero che la settimana prossima si possa avere qualche buona nuova».
 

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