
La nuova Sala Civica di Sesto Calende, alla Marna, ha superato le prime prove sul campo, ma i costi necessari per utilizzarla rendono al momento difficile immaginare un’apertura continuativa. È quanto emerge dal bilancio tracciato dall’amministrazione comunale dopo il dibattito nato nell’ultimo Consiglio comunale e le prime iniziative organizzate nel 2026 negli spazi dell’ex Circolo Sestese.
La struttura è stata utilizzata per la prima volta in occasione del Carnevale della Marna, con le due serate del 19 e 20 febbraio che hanno richiamato complessivamente oltre 800 persone. Una prima sperimentazione che ha permesso di testare concretamente una sala pensata per ospitare grandi eventi.
A luglio è stata invece la volta degli spazi esterni affacciati sul Ticino: dal 2 al 5 luglio, nell’ambito del Riverside Festival, l’area verde ha ospitato il Carbonara Festival, facendo registrare anche in questo caso una forte partecipazione.
Sala Civica, emergono i primi limiti
Le due esperienze sono servite al Comune anche per verificare punti di forza e criticità della nuova struttura.
Durante il Carnevale la Sala Civica ha ospitato le 400 persone indicate dalla Commissione Pubblico Spettacolo come capienza massima per quel tipo di manifestazione. Proprio durante l’esame della Commissione sono però emersi alcuni rilievi riguardanti le vie d’esodo, che hanno reso necessario impiegare un numero maggiore di addetti alla sicurezza.
Un altro problema riguarda il bar. Lo spazio previsto nella struttura non è stato utilizzato e, per le serate di febbraio, è stata allestita una postazione temporanea sul fondo della sala, considerata più funzionale per servire il pubblico.
A incidere maggiormente sono però le dotazioni tecniche. Nonostante l’Accordo di Programma abbia un valore complessivo superiore ai 12 milioni di euro, la Sala Civica non dispone di impianti audio e luci fissi. Per organizzare gli spettacoli è stato quindi necessario rivolgersi a una società specializzata, facendo aumentare i costi.
Carnevale, quasi 17mila euro di biglietti ma il margine è minimo
L’amministrazione ha reso noti anche i numeri economici delle due serate del Carnevale della Marna.
La vendita dei biglietti ha generato 16.800 euro di incassi, ai quali si sono aggiunti 1.500 euro di erogazione liberale del Caffè della Piazza, attività sestese alla quale la Pro Sesto Calende aveva affidato il servizio bar.
I costi sostenuti per gestione artistica e organizzativa, pulizia, sicurezza e altri servizi sono stati invece pari a 14.804,78 euro. A questa cifra devono essere aggiunti circa 1.848 euro di oneri fiscali e altri 1.000 euro circa sostenuti direttamente dal Comune per consumi energetici e smaltimento dei rifiuti.
Il risultato è un bilancio sostanzialmente vicino al pareggio, ottenuto anche grazie al lavoro dei numerosi volontari della Pro Sesto Calende. Un margine che, secondo l’amministrazione, è però troppo ridotto per ipotizzare una gestione continuativa della struttura nelle condizioni attuali.
Il modello sperimentato, con il coinvolgimento di Comune, Pro Sesto e aziende specializzate, viene comunque giudicato positivamente.
Promossi gli spazi esterni sul Ticino
Più incoraggiante appare la valutazione dell’area esterna compresa tra il Ticino, la sede del Circolo Sestese Canoa Kayak e la provinciale per Angera.
Durante il festival estivo lo spazio ha potuto accogliere i truck dei ristoratori insieme a decine di tavoli e panche, occupati durante tutte le serate. Secondo il Comune, la posizione sul lungofiume rende l’area particolarmente adatta a ospitare nuovi appuntamenti nella bella stagione.
Ora il nodo è trovare un modello di gestione
Resta quindi da definire il futuro della Sala Civica. L’Accordo di Programma dell’area ex Circolo Sestese ha comportato un investimento pubblico rilevante, finanziato in gran parte attraverso risorse comunali provenienti dal PII ex Avir.
L’amministrazione sostiene di non escludere il coinvolgimento di soggetti privati, ma pone una condizione: la struttura dovrà continuare ad avere una funzione pubblica e rimanere accessibile alla comunità sestese.
«Questa Amministrazione non ha mai escluso a priori la partecipazione di partner privati, ma la gestione di una risorsa strategica, come la nuova Sala Civica, non potrà prescindere da un modello di gestione che consenta di far tornare quel luogo uno spazio aperto e fruibile per i sestesi», afferma la sindaca Betta Giordani. «Qualsiasi modello gestionale dovrà garantire spazio per iniziative dedicate alla nostra città, con attenzione particolare alle associazioni sestesi e ai nostri giovani».
Una prospettiva ribadita dall’assessore Leonardo Balzarini: «La sfida che abbiamo davanti, e che intendiamo vincere, è mettere in campo un progetto che veda Amministrazione, associazioni sestesi e partner privati fianco a fianco per coniugare la sostenibilità economica della gestione di questo spazio con le funzioni di aggregazione, sempre più necessarie nella nostra società».