Si fa aiutare per un acquisto online e la commessa gli ruba la carta: 274 spese e 10mila euro spariti. La scoperta grazie a un weekend alle terme

Basta una carta di credito affidata per pochi minuti alla persona sbagliata per ritrovarsi il conto svuotato. È la brutta avventura capitata a un pensionato bolognese di 81 anni, a cui sono stati addebitati 274 acquisti mai effettuati per un totale di 10.580 euro. Dietro alla raffica di spese ci sarebbe una commessa di 39 anni che lavorava in un negozio di telefonia del centro cittadino. La donna avrebbe approfittato della fiducia del cliente per memorizzarne i dati e lanciarsi in uno shopping sfrenato tra capi d'abbigliamento, articoli per la casa e pacchetti benessere. Insieme a lei è finito nei guai anche il compagno di 43 anni: entrambi sono stati denunciati a piede libero per utilizzo indebito di strumenti di pagamento e sostituzione di persona.

I 274 acquisti e la denuncia del pensionato

La vicenda inizia il 19 novembre scorso, quando l'anziano entra nel punto vendita per chiedere assistenza durante un acquisto online. Ad aiutarlo c'è la 39enne, che in quell'occasione riesce a procurarsi i dati della tessera. Da lì scattano gli addebiti, che proseguono ininterrotti fino al 6 gennaio. In meno di due mesi vengono contabilizzate 274 transazioni, eseguite soprattutto sulle piattaforme Shein e Groupon per comprare abiti, prodotti per la casa e voucher per alberghi e terme. L'81enne si accorge degli ammanchi solo a metà gennaio controllando l'estratto conto e si rivolge subito alla polizia, facendo partire le indagini del commissariato Bolognina Pontevecchio (Bologna).

Il soggiorno alle terme 

A dare una svolta decisiva agli accertamenti sono stati proprio gli acquisti effettuati su Groupon.

Ripercorrendo i coupon e identificando i beneficiari dei servizi, gli agenti sono risaliti a un soggiorno termale ad Abano Terme, nel Padovano. L'elemento ha consentito di individuare la coppia e convocarla negli uffici di polizia. Messa di fronte alle prove, la donna ha ammesso le proprie responsabilità, spiegando di aver copiato i dati durante l'assistenza all'anziano e di averli usati per spese personali e regali, compresi quelli per il compagno (a suo dire all'oscuro della provenienza dei soldi). Gli investigatori hanno comunque denunciato anche il 43enne: le verifiche sulle consegne hanno infatti documentato un flusso continuo di pacchi recapitati quotidianamente alla sua abitazione, ritenuto del tutto sproporzionato rispetto ai redditi della famiglia.

Altre due clienti nel mirino

L'inchiesta ha poi fatto emergere ulteriori episodi sospetti legati allo stesso negozio. Una cliente di 63 anni ha presentato denuncia il 22 gennaio dopo aver riscontrato prelievi non autorizzati per circa 47 euro; una 78enne ha invece subito tre tentativi di pagamento fraudolento, tutti falliti, per complessivi 225 euro. Il bilancio parla dunque di tre possibili vittime e due indagati, per i quali vale la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.


Ultimo aggiornamento: mercoledì 14 ottobre 2026, 19:57

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