Sinner, i controlli rassicurano: via libera per lo swing statunitense

Sembrano ormai del tutto alle spalle i timori legati alle condizioni fisiche di Jannik Sinner. Dopo aver destato qualche preoccupazione per via di un fastidio al ginocchio destro, il numero uno del mondo ha svolto una sessione di allenamento a ritmi altissimi sui campi in terra/cemento del Country Club di Montecarlo. I recenti accertamenti medici, come riportato da Federica Cocchi per la Gazzetta dello Sport, che hanno visto l’altoatesino fare tappa prima a Milano presso la Physioclinic per consultare il fisiatra Gianluca Melegati e successivamente al J Medical di Torino, hanno dato esito positivo. Il piano terapeutico prescritto dallo specialista ha subito rassicurato l’azzurro e il suo staff, confermando che la preparazione verso la stagione sul cemento americano può procedere senza alcun tipo di freno.

Rotta su Cincinnati e US Open: l’obiettivo è il sesto Slam

Sì, insomma, salvo imprevisti dell’ultimo minuto, la presenza di Sinner al Masters 1000 di Cincinnati è da considerarsi confermata. Il tennista azzurro volerà in Ohio domenica per ritrovare i campi che lo avevano visto protagonista la scorsa stagione, con l’obiettivo di preparare al meglio l’appuntamento clou dello swing statunitense: lo US Open, la cui finale si disputerà il prossimo 13 settembre. Chi lo ha osservato durante le ultime sedute di allenamento nel Principato descrive un giocatore disteso, sorridente e determinato a dimenticare l’amarezza di Parigi – e la gloria di Wimbledon, ça va sans dire – per tentare l’assalto a un altro prestigioso trofeo Slam.

La cura dei dettagli e la gestione delle condizioni estreme

Del resto, l’attenzione per la tenuta fisica ha raggiunto livelli di cura quasi maniacali, spinta anche dai passaggi a vuoto sofferti in avvio di stagione a causa del grande caldo. Dalla complessa sfida di Melbourne contro Spizzirri – risolta solo dopo la chiusura del tetto prima della resa in semifinale con Djokovic – fino ai quarti di Doha, Sinner e il suo team hanno lavorato specificamente per adattare il fisico alle temperature più severe. È stata proprio questa capillare preparazione atletica, impostata già prima di Indian Wells, a permettergli di costruire l’incredibile filotto di successi culminato con il Sunshine Double e la storica cavalcata sul rosso tra Montecarlo, Madrid e Roma.

Dalla delusione di Parigi al trionfo di Wimbledon: l’inseguimento continua

Nonostante i primi segnali di affaticamento emersi già nella capitale italiana e deflagrati poi nell’inaspettata sconfitta al Roland Garros contro Juan Manuel Cerundolo, Jannik ha saputo reagire da vero campione. Insieme al preparatore Umberto Ferrara, ha intensificato il lavoro atletico prima di trasferirsi a Londra, adattandosi al clima torrido della capitale britannica. Lo sforzo ha ripagato con la splendida conferma sull’erba di Wimbledon, un bis riuscito a pochissimi eletti nell’Era Open. Ora lo sguardo è rivolto agli Stati Uniti, dove l’altoatesino cercherà di chiudere in bellezza una stagione fin qui straordinaria.