Sorteggi Champions League, Napoli ancora contro Haaland: e c’è anche l’Arsenal

Chiamiamola pure “Fortuna League”. Il sorteggio di Montecarlo è dolce, dolcissimo. Perché con queste rivali, Max Allegri può puntare senza mezzi termini al passaggio del turno e agli ottavi di Champions. O almeno minimo ai playoff. Ci vogliono 12 punti e si fa fatica a pensare che i vice campioni d’Italia non riescano a conquistarli tenendo conto del cammino che li attende: Manchester City (fuori), Arsenal (casa), Club Brugge (casa), Porto (fuori), Villareal (fuori), Bodo Glimt (casa), Viking (casa) e Sabah (fuori). Sollievo e grandi respiri: a meno che uno non si voglia rovinare la vita pensando ancora ad Haaland o ai campioni della Premier guidati da Arteta. Comunque, due top club il destino doveva consegnarli. Ma si potrà sognare di andare avanti in questa edizione. Avversarie non insormontabili e nemmeno scomode, a meno di un suicidio. Tranne le due inglesi, per carità. Il sorteggio è andato bene, benissimo. Per gli azzurri il cammino in Europa appare in discesa. Certo, i rischi ci sono. Due norvegesi, i campioni di Portogallo e di Belgio, un’azera alla prima crociata in Champions, il solito sottomarino giallo: i pericoli non sono pochissimi ma a parte i due colossi della Premier davvero il Napoli sembra avere alla portata ogni rivale. Ci sarà da giocare, più che da soffrire, ma superare la fase a gironi non appare come una chimera.

VECCHI AMICI

C’è Eduardo De Laurentiis a rappresentare il club azzurro a Montecarlo. E le palline regalano ad Allegri due enfant prodige del calcio italiano: Maresca e Farioli. La nuova generazione sfida il vecchio maestro della scuola del made in Italy. Max è mister Champions: con cento panchine è il secondo allenatore italiano con più presenze. Alle spalle di Ancelotti, il re di coppe. Il ritorno all’Etihad Stadium, a Manchester, dove un anno fa si consumò il dramma sportivo di De Bruyne, sostituito al cospetto del suo storico pubblico, è l’unico vero scherzo di un diabolico regista, tra Fellini e Dario Argento, che mescola horror e amarcord. Oh, qualcuna doveva capitare di un certo livello.

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Questa è la Champions. Certo, il sorteggio è andato bene ma a parte Napoli-Arsenal al Maradona non ci sono partite sontuose, piene di orpelli, lustrini e suggestioni, fatte apposta per riempire occhi, tasche e teleschermi. Ma è il jackpot che fa gola: ogni vittoria vale 2,1 milioni di euro. Per il Napoli, la stima minima già incassata è di 44,61 milioni di euro. Una parte importante dei ricavi arriva dal cosiddetto value pillar, il sistema introdotto dalla Uefa per riunire market pool, ranking quinquennale e ranking storico o decennale. Allegri conosce le avversarie solo alla fine dell’allenamento che ieri, per la prima volta, ha fatto svolgere di pomeriggio, con inizio alle ore 18,30 proprio per abituare i suoi all’orario del match di domenica al Maradona. Ha deciso, Max, di evitare il ritiro: ci aveva pensato, ma poi ha cambiato idea.

GIRO D’EUROPA

Migliorare il trentesimo posto sembra un gioco da ragazzi. Ma non basta. De Laurentiis vuole un cammino lungo in Europa, che il Napoli affronterà sfidando club oltre il Circolo polare Artico a scendendo fino in Azerbaigian, sfidando il Sabah che gioca a Masazir in una cittadina con meno di ventimila abitanti alle porte di Baku e dove si parla l’Esperanto. Solo un po’ più grande Villarreal. Circa cinquantamila abitanti e una semifinale di Champions al debutto. Il Sottomarino Giallo eliminò Rangers e Inter e arrivò a un rigore dal trascinare l’Arsenal ai supplementari. Del Bodo (che gli azzurri hanno affrontato in Coppa delle Coppe nel 1976/77) basta chiedere all’Inter: oltre il Circolo Polare Artico. Poco più di cinquantamila abitanti e una squadra che nel 2025-2026 ha debuttato nella Champions vera battendo anche il Manchester City e l’Atletico a Madrid. È una vecchia vendetta della geografia: sulla carta certe città sono poco più di un carattere tipografico, poi arriva il calcio e per novanta minuti le ingrandisce fino a farle occupare mezzo continente. Come è il caso del Viking, che si è qualificato per la prima volta nella sua storia alla fase a gironi dopo aver eliminato la Dinamo Zagabria nei playoff vincendo 3-1 in casa alla SR-Bank Arena e chiudendo sul 5-3 complessivo nel doppio confronto. Tre trasferte su quattro sono un deja vu: solo quella in Azerbaigian è inedita. Pure le altre avversarie non sono una novità: col Club Brugge l’incrocio in Europa League, con il Villareal la vittoria per 2-0 del Napoli di Mazzarri che regalò il primo storico pass per gli ottavi Champions nel 2011. Con gli spagnoli è la quarta sfida. E lo stesso vale per l’Arsenal, sul cammino europeo per la terza volta: avversario del Napoli di Ancelotti in Europa League ma anche rivale in quella maledetta e amarissima avventura in Champions che si concluse con l’eliminazione alla fase a gironi nonostante i 12 punti conquistati come i Gunners e il Borussia Dortmund.