Terremoto Campi Flegrei, è lite in Consiglio sullo stato di emergenza: poi sbloccati i 7 milioni

Via libera alla legge regionale per i Campi Flegrei, con uno stanziamento di 7 milioni di euro, ma in Consiglio regionale è scontro sullo stato di emergenza. La legge approvata dal Consiglio regionale, con astensione dei gruppi di opposizione, (a seguire i lavori anche i sindaci di Pozzuoli Luigi Manzoni, di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione, di Monte di Procida Salvatore Scotto di Santolo e di Quarto Antonio Sabino) punta a mettere in campo un primo pacchetto di interventi a sostegno delle comunità colpite dal sisma del 31 luglio. Una scelta definita dal presidente dell’assemblea Massimiliano Manfredi «un precedente unico» e «una scelta politica forte».

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«Il Consiglio dimostra vicinanza e sostegno alla comunità flegrea e lo fa mettendo a disposizione una parte del proprio avanzo di bilancio» rimarca ancora Manfredi, che dopo la seduta si è poi trasferito a Palazzo Santa Lucia, dove è rimasto fino a tarda sera per sottoscrivere gli atti necessari ad accelerare l’iter della legge, per poterla pubblicare già lunedì. Semaforo verde anche all’Osservatorio per i Campi Flegrei, come anticipato ieri da Il Mattino.

La seduta 

Ma prima di mettere in votazione gli articoli della legge sono state sottoposte all’attenzione del Consiglio due risoluzioni, quella bocciata del centrodestra, che chiedeva al presidente della Regione Roberto Fico di sollecitare formalmente il Governo alla dichiarazione dello stato di emergenza, e quella invece approvata presentata dalla maggioranza. Il documento si inserisce in un quadro più ampio e guarda soprattutto alla conversione del decreto legge del Governo del 7 agosto. Il provvedimento impegna Fico a chiedere all’Esecutivo di rafforzare il decreto e colmarne le lacune. Tra le richieste c’è innanzitutto il ripristino della sospensione di tributi, mutui e finanziamenti per cittadini, imprese e professionisti colpiti dal terremoto. La Regione chiede inoltre una disciplina speciale per consentire, ai soli fini dell’accesso ai contributi e degli interventi di messa in sicurezza, di superare le difformità edilizie non strutturali degli immobili privati. Sul fronte economico viene chiesto di estendere la sospensione dei mutui anche agli enti locali colpiti, di aumentare il tetto dei contributi destinati alle attività produttive danneggiate e di istituire un fondo di garanzia per favorire l’accesso al credito.

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Proposto inoltre un sostegno agli affitti per gli sfollati che non risultino pienamente coperti dal contributo di autonoma sistemazione e chiede che le risorse statali possano essere incrementate qualora gli stanziamenti si rivelassero insufficienti rispetto alle domande ammissibili. Altro capitolo centrale è quello dei Comuni. La risoluzione sollecita il potenziamento del personale degli enti locali e della rete dei servizi essenziali, oltre alla stabilizzazione strutturale del personale straordinario assunto negli anni dell’emergenza. L’obiettivo è trasformare misure nate per fronteggiare una fase temporanea in strumenti adeguati a una crisi che, secondo la Regione, ha ormai una dimensione pluriennale.

Il duello 

La partita si sposta ora sul decreto nazionale, con la volontà di costruire un pacchetto di emendamenti condiviso con i parlamentari campani e con i gruppi di maggioranza del Consiglio regionale «per superare l’ipotesi stato di emergenza». Proprio su questo si è consumato in aula lo strappo. «La mancata approvazione della richiesta dello stato di emergenza da parte della maggioranza di centrosinistra è un fatto gravissimo», attacca il capo dell’opposizione Gennaro Sangiuliano, secondo cui si tratta di «uno schiaffo in faccia alla cittadinanza». Per Sangiuliano lo stato di emergenza sarebbe necessario per adottare misure urgenti come la sospensione di tributi e mutui. «Il centrodestra - aggiunge - continuerà la battaglia per ottenere il provvedimento e per garantire una sistemazione a chi ha perso la casa». L’opposizione contesta inoltre il mancato aumento dello stanziamento regionale da 5 a 12 milioni e l’esclusione di Quarto e Giugliano.

Di segno opposto la lettura del Pd. Francesco Picarone definisce «stucchevole e inutile» il dibattito sullo stato di emergenza e indica nella conversione del decreto del 7 agosto l’occasione per ottenere risposte concrete: dalla possibilità di accedere ai contributi anche in presenza di difformità edilizie alla sospensione di mutui e adempimenti fiscali e contributivi. Un’altra dem, Bruna Fiola, avverte che «deresponsabilizzare il Governo centrale con lo stato di emergenza sarebbe un errore» e non sarebbe una soluzione adeguata per un territorio che ha bisogno di risposte strutturali e di lungo periodo.