CAGLIARI – “Tra pressione economica ed emergenza clima, urge un intervento straordinario a sostegno delle aziende agricole produttrici di latte bovino”. Questo l’appello di Remigio Sequi, presidente e amministratore delegato di Cooperativa Latte Arborea, terzo player nazionale nel latte uht che in Sardegna riunisce 146 aziende agricole socie, all’indirizzo di Francesco Agus, assessore all’Agricoltura della Regione. Sequi e Agus hanno avuto un incontro, durante il quale il manager ha chiesto anche l’apertura di un tavolo tecnico di approfondimento tra assessorato, organizzazioni agricole e rappresentanti della filiera.
LO STUDIO: “NELL’80% DEGLI ALLEVAMENTI SARDI CALO PRODUZIONE PER LO ‘STRESS DA CALDO'”
L‘allarme della cooperativa parte un recente studio condotto insieme al dipartimento di agraria dell’Università di Sassari, che ha rilevato come l’80% degli allevamenti del polo territoriale sia influenzato da una marcata stagionalità produttiva causata dallo stress da caldo, con perdite stimate in 15-20 milioni di litri all’anno, di cui 5-6 milioni imputabili esclusivamente alle ondate di calore estive. E durante i picchi termici, il calo produttivo può raggiungere il 20%, con un severo decadimento della qualità del latte e della fertilità animale. L’analisi ha evidenziato, inoltre, che le stalle riuscite a mantenere inalterati i volumi produttivi si sono impegnate a fronte di un‘impennata senza precedenti dei costi energetici, necessari per garantire la ventilazione forzata e preservare il benessere animale.
“URGENTE L’INTERVENTO DELLE ISTITUZIONI”
Un comparto fondamentale, quello bovino da latte della Sardegna, “ma messo a dura prova dallo scenario economico congiunturale- ricorda l’azienda- e dagli effetti del cambiamento climatico, che si sono manifestati in modo critico nell’estate appena trascorsa”.
Una convergenza, è rimarcato ancora, “che vede sommarsi il prezzo del latte notevolmente più basso rispetto al 2025, il blocco della movimentazione dei capi, l’aumento contestuale e generalizzato dei costi energetici, delle materie prime e dei trasporti, aggravati dall’incidenza dell’Ets sui rincari delle tariffe marittime”.
Un contesto dunque “nel quale diventa urgente l’intervento delle istituzioni“, tema appunto al centro dell’incontro tra Sequi e Agus: “La tutela della produzione alla stalla è vitale per l’intero modello cooperativo sardo- spiega il presidente di Arborea- alla luce di tali criticità confidiamo in un intervento 2026 straordinario a sostegno delle aziende agricole produttrici di latte della Sardegna, rivolto direttamente agli allevatori per sostenerne il reddito in questo momento”. Bisona evitare, rimarca, “la progressiva riduzione del patrimonio bovino, per salvaguardare la continuità produttiva e l’occupazione e preservare così una filiera agroalimentare regionale strategica”. La strada maestra da seguire per Sequi è quella già tracciata in passato dall’assessorato dell’Agricoltura con la misura di sostegno del 2022 per il comparto lattiero-caseario “secondo una formula fiscale e finanziaria che non pesi sul ‘de minimis’, e si adatti alle specificità del comparto agrozootecnico locale. Ipotizzando un’articolazione per fasce dimensionali e prendendo a modello il criterio proporzionale per capi”.
(photo credit: arborea1956/web)