Pasticceria Pesce celebra 130 anni con chef e degustazioni

EVENTI - Centotrenta anni di attività e cinque generazioni legate allo stesso mestiere. Pasticceria Pesce celebra ad Avella un percorso iniziato nel 1896, con un appuntamento in programma domenica 27 settembre alle 18.30 nella sede di via G. Leopardi 33.

La serata riunirà amici, appassionati e protagonisti della gastronomia. Insieme alla produzione della pasticceria ci saranno gli chef Paolo Barrale, stella Michelin di Aria Restaurant a Napoli, e Francesco Fusco, del ristorante Moera, impegnati in un percorso di degustazione tra proposte dolci e salate. A completare la proposta gastronomica saranno le pizze firmate Mulino Caputo e le bollicine Berlucchi.

La storia della famiglia Pesce parte da Avella alla fine dell'Ottocento. Nel 1896 Ernesto e Vincenzo Pesce lavorano nel Gran Caffè Pasticceria e Coloniali Fratelli Pesce. Qualche anno più tardi, nel 1903, Ernesto lascia l'Italia insieme alla moglie Anna Ricciardi e al figlio Pasquale e si trasferisce negli Stati Uniti, portando il mestiere di famiglia nel New Jersey.

Vincenzo resta invece ad Avella. Nel 1912, a Parigi, ottiene una medaglia d'oro per la fabbricazione di frutta confettata, dolciumi e cioccolatini.

Oggi quel percorso prosegue con Pasquale Pesce, quarta generazione, che ha sviluppato una produzione legata alla tradizione campana e alle materie prime irpine, affiancando ai dolci della memoria nuove interpretazioni.

Tra queste c'è la Cassata Avellana, nata nel 2014. È una rilettura della cassata siciliana nella quale la frutta candita lascia il posto alla nocciola avellana, abbinata a Pan di Spagna, ricotta di pecora e gocce di cioccolato. Negli anni il dolce è diventato una delle firme della pasticceria e un richiamo alla biodiversità e all'identità del territorio.

Alla storia della famiglia è legata anche la Frolla Sant'Anna, versione al cacao della sfogliatella frolla con ricotta romana, cioccolato, arancia e cannella, dedicata alla madre e alla figlia Anna.

Un'altra creazione è “Il Peccato di San Gennaro”, tartelletta di pasta sfoglia realizzata in occasione dell'edizione 2020 del contest “Un dolce per San Gennaro”, organizzato da Mulino Caputo.

Negli ultimi anni una parte importante del lavoro di Pasquale Pesce si è concentrata anche sui grandi lievitati. Nel 2020 il Panettone Don Ernesto conquista il Campionato Mondiale FIPGC nella categoria Panettone Innovativo.

Nel 2024 arriva il secondo posto alla Coppa del Mondo del Panettone per il Panettone Tradizionale, con Iginio Massari presidente. Nello stesso periodo, a Panettone Senza Confini, Pesce ottiene riconoscimenti nelle categorie Tradizionale e Cioccolato, mentre le classifiche di Scatti di Gusto inseriscono le sue produzioni tra i migliori panettoni tradizionali e creativi.

Nel 2025 arrivano poi il secondo posto a Panettoni d'Autore di IRCA Group e il Premio del Pubblico per il Miglior Panettone Tradizionale Professionisti a Panettone Senza Confini.

«La tradizione, per me, non è qualcosa da custodire immobile, ma un patrimonio da rimettere continuamente in movimento», racconta Pasquale Pesce. «Ogni generazione ha aggiunto qualcosa a questa storia. Io ho cercato di farlo attraverso il territorio, la ricerca e i grandi lievitati. Oggi, con i miei figli Ernesto e Anna accanto a me, sento che il vero significato di questi 130 anni è sapere che la storia non finisce con noi: continua».

Ernesto e Anna rappresentano oggi la quinta generazione della famiglia Pesce, proseguendo una storia iniziata ad Avella 130 anni fa.