Spara e uccide un ladro, Roberto Mollo in lacrime: «Ho sbagliato, farò la fine di Roggero». Il legale della famiglia della vittima: viviamo in uno Stato di diritto

I ladri, la paura, gli spari e la morte. «Ho sbagliato, non dovevo sparare. Ma ero nel panico. E ora la mia vita è distrutta, ho paura di finire in carcere». Lo ha detto - riporta il Corriere della sera - Roberto Mollo, il 35enne di Baldissero D'Alba (Cuneo) indagato per omicidio dopo per aver sparato e ucciso un ladro, nella notte tra sabato e domenica, scorsi nella sua cascina in ristrutturazione.

La paura

Il trentacinquenne «è giù.

Molto giù. Piange. Non fa altro che tormentarsi. 'Ho sbagliato', ripete. 'Ho sbagliato'. Era molto spaventato quando ha sentito che stavano forzando la porta. Ha reagito in preda al panico. Ha sparato nel buio, non si vedeva niente. Ma non doveva andare così», conferma a La Stampa il fratello, Giuseppe Mollo. Un vicino di casa, Sergio Barbotto, ha sentito gli spari. Roberto Mollo lo ha incontrato mentre i carabinieri facevano i primi rilievi. «Mi ha chiesto: "Adesso cosa mi succederà? Farò la fine del gioielliere Mario Roggero"», racconta al quotidiano di Torino.

La vittima è Gjovalin Lazri, 36enne di origini albanesi residente a Torino che, secondo i primi accertamenti, avrebbe precedenti penali. Una vicenda che ricorda da vicino quella di Mario Roggero, che sta scontando nel carcere di Bollate una condanna a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso due rapinatori e ferito un terzo dopo l'assalto alla sua gioielleria di Grinzane Cavour, distante pochi chilometri da Baldissero. Mollo, autotrasportatore che vive da anni nel paese del Roero, stava dormendo quando ha sentito sbattere porte e finestre della struttura in ristrutturazione, appartenuta ai suoi nonni. Sceso in cortile con la pistola, ha visto la sagoma di alcune persone nel buio e, spaventato, ha fatto fuoco colpendone una. L'autotrasportatore ha chiamato subito il 112, spiegando che qualcuno era entrato cercando di rubargli del materiale edile e che uno era ferito a terra. Sul posto sono accorsi i sanitari tentando di rianimarlo, ma ne hanno dovuto constatare il decesso. 

LA CARTA COSTITUZIONALE

«La famiglia non ha dichiarazioni da rilasciare perché chiede che venga rispettato il loro momento di lutto e da parte mia ricordo soltanto che viviamo in uno Stato di diritto, c'è la Carta costituzionale e la legge da rispettare». Lo afferma, contattata dall'Ansa, l'avvocata Roberta Sisimbro, legale della famiglia di Gjovalin Lazri, il 36enne ucciso dal proprietario di un immobile, Roberto Mollo (35), durante un tentativo di furto a Baldissero d'Alba (Cuneo), nella notte tra sabato e domenica scorsi. «Per il resto attenderemo il prosieguo delle indagini, perché a questo punto abbiamo ancora molti pochi elementi per poter esprimere qualunque tipo di valutazione o commento», aggiunge l'avvocata.

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