«Per chi fa il mio mestiere rimanere senza parole non è all’ordine del giorno. Siamo abituati a riempire i tempi con un flusso di parole continuo». Stefano De Martino si è trovato a gestire un’emozione difficile da spiegare, mentre, alla Certosa di San Giacomo, a Capri, durante la XIV edizione del Premio Capri Danza International, ha ricevuto il primo Premio Speciale Grandi Eventi Enrico De Martino, un riconoscimento speciale nato proprio per ricordare il padre Enrico, morto a 61 anni lo scorso gennaio, e il suo legame profondo con il mondo della danza e dello spettacolo. «È il premio più bello che potessi ricevere e che potrò mai ricevere nella mia vita».
Un riconoscimento importante, arrivato dopo un periodo molto particolare: «Questo è stato l’anno più brutto per certi versi e più bello per certi altri», ha spiegato il conduttore di Affari Tuoi, riferendosi al dolore per la perdita del padre e, allo stesso tempo, ai grandi traguardi professionali raggiunti.
«Utilizzerò poche parole come era nello stile di mio padre», ha detto. Un uomo, ha spiegato, che non aveva bisogno di grandi discorsi per dimostrare la propria vicinanza: «Non era un uomo di molte parole, ma di gesti, di presenza. Quando voleva dirti qualcosa non te la diceva, c’era e basta. Ti guardava e il fatto che fosse lì era la testimonianza di tutto l’affetto che provava per te».
Enrico De Martino, ballerino e appassionato di spettacolo, gli ha lasciato soprattutto un modo di guardare il talento degli altri: «Mio padre non mi ha trasmesso una passione, ma l’amore per gli artisti». E ancora: «Amava i musicisti, amava i danzatori e mi ha insegnato che sono la cosa più vicina a Dio».
Un’eredità che Stefano De Martino ha deciso di raccogliere con orgoglio: «Sono felice di inaugurare questa nuova e bella tradizione. Questo è l’inizio di una grande storia fatta di amore, passione, spettatori, palcoscenico e di tutte le cose che hanno caratterizzato la vita di mio padre». E la battuta finale: «Non aggiungo altro perché mio padre mi avrebbe già detto che mi sono dilungato troppo».
Il premio è stato fortemente voluto da Luigi Ferrone, direttore artistico della manifestazione, che da giovane aveva condiviso il palco con Enrico De Martino e ha scelto di dedicargli questo riconoscimento. Dopo il lungo applauso del pubblico, le emozioni sono continuate lontano dai riflettori: dietro le quinte Stefano De Martino si è lasciato andare alla commozione, circondato dagli abbracci di Luigi Ferrone, Massimo De Rogatis e del fratello Davide.
Il padre di Stefano De Martino si è spento lunedì 19 gennaio, dopo una malattia con cui combatteva da tempo. Negli ultimi mesi, le sue condizioni di salute si erano aggravate molto. Enrico De Martino era stato, in gioventù, ballerino professionista, e aveva dedicato tutta la vita a questa passione, collaborando con scuole e compagnie della Campania ed esibendosi anche al Teatro San Carlo di Napoli.
Il suo percorso artistico si era interrotto molto presto, a soli 25 anni, quando la moglie gli annunciò di essere incinta di Stefano. In una intervista al Corriere della Sera, Enrico aveva raccontato con quel momento di svolta: «A quel punto ho dovuto assumermi una responsabilità. La danza è diventata un hobby, ma ho fatto di tutto perché Stefano potesse vivere quella passione». Fino ai 40 anni aveva portato avanti la danza accanto all’attività di ristoratore, senza mai smettere di collaborare con diverse scuole della Campania.
All’inizio, però, non era stato facile accettare che anche il figlio volesse seguire proprio quella strada, un mestiere che considerava duro, faticoso, complicato da sostenere sia sul piano fisico sia su quello mentale. Col tempo, però, il loro rapporto si era consolidato e aveva trovato un equilibrio ancora più profondo, soprattutto dopo la nascita di Santiago.
Negli ultimi anni, Enrico De Martino aveva parlato spesso con orgoglio dei successi del figlio, non soltanto come ballerino ma anche come volto televisivo. «Ho seguito tutta la sua evoluzione, passo dopo passo. Vederlo condurre programmi importanti è una gioia enorme. Il regalo più grande è che è rimasto la persona che era, senza montarsi la testa», aveva raccontato.