Stefano Fresi:  «Appena posso torno nella mia Gallura»  - L'Unione Sarda.it

Cinema.

24 agosto 2026 alle 00:28

Luogosanto gli darà la cittadinanza onoraria: «È il paese dei miei nonni, ne sarebbero fieri» 

Estate eccezionale per Stefano Fresi, che tra un impegno professionale e l’altro tornerà in Sardegna il 5 settembre per diventare cittadino onorario di Luogosanto: il conferimento del titolo avverrà durante una seduta speciale del Consiglio comunale. «Che cosa meravigliosa!», esclama il celebre attore, che a Luogosanto da bambino ha trascorso lunghi periodi. «In questi posti ho avuto l’imprinting di quello che per me è il senso della famiglia, di appartenenza a una terra e della parola comunità», aggiunge il protagonista di numerosi successi cinematografici e televisivi, da “Romanzo criminale” a “I delitti del BarLume”, nonché compositore e musicista, nato a Roma 52 anni fa da padre sardo e madre trentina (la signora Elide, che ha compiuto gli anni ieri). «Essere riconosciuto ufficialmente come cittadino del paese di mio padre è un orgoglio incredibile, e quanto sarebbero fieri li minnanni , Bacchisi e Pitrina», aggiunge mentre già pregusta il mare di Rena Majore e la pace del vigneto di proprietà.

Il suo legame con la Sardegna è notoriamente forte, ma c’è qualcosa che non le piace dell’Isola?

«Non esserci nato, anche se adoro immaginare che mamma e babbo mi abbiano concepito lì, in una notte d’amore. La carta d’identità dice che sono nato a Roma, ma dentro sento il sangue gallurese che mi scorre nelle vene. Mia moglie, che mi conosce meglio di tutti, dice che quando metto piede in Sardegna mi cambia la faccia. Mi sento sardo anche nel campanilismo: vedo la bandiera dei Quattro Mori dappertutto, ce l’ho pure nel portachiavi dell’auto».

Mai pensato di passare dietro la macchina da presa?

«Non ho velleità da regista: è un lavoro complicato, diverso dal mio. Però sono molto interessato alla scrittura, e un giorno mi piacerebbe scrivere una storia ambientata in Sardegna proprio per farne un film. Non mi dispiacerebbe farlo realizzare a un regista sardo che conosce molto bene i luoghi, come, ad esempio, Matteo Fresi, che ha diretto “Il muto di Gallura”: pellicola bellissima, con un Andrea Arcangeli strepitoso».

La sua carriera è ricca di successi: di cosa va più fiero?

«Sono felicissimo di aver fatto tante cose che ho fatto, come il recital musicale “Dell’amore, della guerra e degli ultimi”, su Fabrizio De André: la prima volta che l’ho fatto, tre anni fa, l’ho fatto in Gallura, a Tempio, al Faber Festival, e l’ultima volta, a luglio, lo stesso. Ne sono particolarmente fiero perché ho trasformato una passione giovanile in qualcosa di concreto. Ma sono molto orgoglioso anche di aver partecipato alla serie tv “Il nome della rosa”, con un ruolo complicato (quello di Salvatore) in una produzione internazionale, con un cast in cui c’era John Turturro. E di aver recitato nel film di Paolo Zucca “L’uomo che comprò la luna”: mi ha fatto scoprire luoghi come l’Oristanese, Cabras e S’Archittu, e mostrato quante facce ha quest’isola. Quand’ero piccolo zio Franco mi raccontò la leggenda di Dio che dopo aver creato il mondo buttò in mare il materiale avanzato, un materiale misto, dandogli l’impronta col suo piede e creando così la Sardegna».

Un sogno nel cassetto?

«Mia moglie Cristiana è sassofonista, mio figlio Lorenzo sta iniziando a scrivere musica: mi piacerebbe un progetto come trio. Il senso della famiglia è molto forte: l’idea della vigna, nata quando, con mio cugino Pierluigi, che è agronomo, abbiamo deciso di prendere la terra di nostro nonno per fare il Caricagiola, deriva dal desiderio di tramandare ai nostri figli quello che era il nostro giardino d’infanzia».

Progetti?

«Ho due film in uscita: “Sotto a chi tocca” di Giorgio Pasotti, tratto da un testo teatrale molto figo di Galcerán, e “Un tranquillo funerale di famiglia” di Massimiliano Bruno, remake di “Funeral party” con un cast corale bellissimo. Diego Abatantuono fa la parte dell’anziano in sedia a rotelle e io di quello che lo spinge. Poi ci sarà la seconda stagione di “Kostas”: a breve partirò per la Grecia per le riprese. Prima, però, torno a Luogosanto».

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