
I vigili del fuoco ispezionano l’ingresso annerito di un bar dopo un incendio notturno, tra detriti e fumo residuo.
Almeno 28 persone sono morte e 71 sono rimaste ferite, di cui 25 in condizioni critiche, nel rogo scoppiato nella notte tra domenica e lunedì al Rong Beer Na Lat Phrao, locale del distretto di Chatuchak, a Bangkok, in Thailandia: secondo le prime ricostruzioni, le fiamme sarebbero partite vicino al palco e si sarebbero propagate in pochi istanti tra fumo denso, blackout e materiali infiammabili all’interno del bar.
Bangkok, il rogo nel bar di Chatuchak
L’allarme è scattato poco dopo mezzanotte, quando un automobilista di passaggio ha segnalato l’incendio ai soccorsi. I vigili del fuoco di Bangkok sono arrivati rapidamente e, secondo le autorità locali, hanno contenuto le fiamme in circa mezz’ora; eppure all’interno la situazione era già precipitata. I video diffusi online mostrano clienti in fuga dalla porta principale, avvolta dal fuoco, mentre altri cercano aria tra il fumo. Alcuni, si vede chiaramente, escono con i vestiti bruciati. La scena, all’alba, era quella di un locale devastato: vetri infranti, arredi ammucchiati all’ingresso, pareti annerite e un odore acre ancora sospeso nell’aria. Il distretto di Chatuchak ha disposto la chiusura dell’edificio per 30 giorni, in attesa dei rilievi e delle verifiche strutturali.
Le vittime e i racconti dei sopravvissuti
Il dato più pesante riguarda il punto in cui sono stati trovati molti corpi. Il capo della polizia nazionale thailandese, Kitrat Panphet, ha detto che la maggior parte delle vittime era nei bagni, dove si sarebbe rifugiata nel panico quando è mancata la luce: “Non c’erano luci, hanno avuto paura”, ha spiegato ai giornalisti. Secondo Suriyachai Raviwan, direttore del dipartimento di mitigazione dei disastri di Bangkok, diversi morti sarebbero stati causati da inalazione di fumo. Tra i feriti ci sono 14 persone in condizioni moderate e 32 con lesioni lievi; il proprietario del bar risulta ricoverato in terapia intensiva. Le testimonianze restituiscono la velocità del disastro. Usa Tadsree, 41 anni, sopravvissuta per pochi secondi dopo essere uscita a fumare, ha raccontato a Reuters di aver sentito “un botto, un botto velocissimo” e di non aver più visto una via d’uscita praticabile. Kaew-udon Poungppany, 24 anni, originario del Laos, ha detto di aver tentato di rientrare con un estintore per raggiungere il fratello minore: “Ho spruzzato verso la porta, ma non riuscivo ad andare oltre. Sentivo le urla”. Un motociclista, Surin Jaiharn, ha riferito all’AFP di aver aiutato circa cinque persone a scappare, spegnendo le fiamme sui loro corpi con alcuni indumenti. “Mi sento a terra”, ha confidato, “ho visto molti morti”.
Le ipotesi sulle cause e l’inchiesta
Le cause del rogo di Bangkok non sono ancora state accertate in modo definitivo. I primi rilievi del dipartimento cittadino per la prevenzione dei disastri indicano come ipotesi un cortocircuito in un condizionatore d’aria, ma gli investigatori non hanno ancora formalizzato una versione ufficiale. Il governatore di Bangkok, Chatchart Sittipunt, ha aggiunto che le decorazioni infiammabili sul soffitto potrebbero aver favorito una propagazione rapida delle fiamme, mentre alcuni soccorritori hanno trovato persone svenute in prossimità dell’uscita di emergenza, dettaglio che lascia aperta la possibilità di un ostacolo o di una fuga resa difficile dal caos. Il primo ministro Anutin Charnvirakul, arrivato sul posto nelle prime ore di lunedì, ha riferito di aver parlato con un musicista che si stava esibendo in quel momento: l’uomo gli avrebbe descritto “esplosioni” e una corsa confusa verso il retro del locale, con molte persone finite nei servizi igienici nel tentativo di nascondersi dal fuoco. Un investigatore antincendio, Vithyaa Thavapalan, ha spiegato alla BBC che il getto di fumo e fiamme visibile dai filmati all’ingresso può verificarsi quando i gas roventi accumulati sotto il soffitto trovano uno sbocco improvviso, tipico comportamento di un incendio già molto sviluppato in uno spazio chiuso.
I precedenti in Thailandia e gli aiuti alle famiglie
La tragedia riporta al centro un problema già noto in Thailandia, quello dei controlli su sicurezza antincendio e impianti elettrici, spesso annunciati e non sempre applicati con rigore. Nel 2022 un incendio in un bar a sud di Bangkok causò 22 morti; ancora più grave il precedente del 1° gennaio 2009, quando un incendio in una discoteca della capitale uccise 66 persone e ne ferì oltre 200 durante i festeggiamenti di Capodanno. Più di recente, nel 2024, un altro cortocircuito provocò un rogo nel celebre mercato di Chatuchak, con la morte di circa 1.000 animali. Stavolta le autorità hanno promesso un’indagine approfondita e controlli puntuali. Intanto è stato annunciato un sostegno economico per i familiari delle vittime, pari a 29.300 baht a nucleo, circa 880 dollari, mentre chi è ricoverato riceverà 4.000 baht, poco più di 120 dollari. Una risposta immediata, almeno sul piano formale. Resta però il punto più scomodo, e a Bangkok lo ripetono sottovoce già da ore: capire se quelle morti potevano essere evitate.