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- Supercar da 30 milioni sparita, l’appello al ministro Giuli: “Verificare che sia davvero in Francia”
Sul caso della Alfa Romeo 33 Stradale contesa indaga la Procura di Milano. I legali degli eredi del proprietario chiedono un intervento del Ministero della Cultura dato il valore non solo economico della vettura

La "33 Stradale" è considerata una delle auto più belle di tutti i tempi. La carrozzeria, disegnata da Franco Scaglione e costruita dalla Carrozzeria Marazzi, fu la prima tra le vettura da strada ad avere le portiere ad apertura "a farfalla"

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Milano – Sarebbe stata sottoposta a interventi e riparazioni in un'officina italiana l'Alfa Romeo 33 Stradale da circa 30 milioni di euro che, secondo quanto sostenuto da chi se ne è appropriato, si troverebbe in Francia da oltre trent'anni.
L’inchiesta
La sparizione della vettura è al centro di una inchiesta della Procura di Milano: la circostanza delle riparazioni è emersa da un' indagine dei legali che rappresentano gli eredi del proprietario della fuoriserie, gli avvocati campani Sergio e Angelo Pisani. I due professionisti chiedono ora al ministro della Cultura, Alessandro Giuli, un intervento urgente e diretto, anche attraverso un'interlocuzione con le autorità francesi, per verificare se, effettivamente, la vettura si trovi veramente oltralpe.

L'Alfa Romeo 33 Stradale è stata realizzata nel 1967 e oggi rappresenta un pezzo unico da collezione. A destra, il nuovo e aggiornato modello presentato nel 2023
Il gioiello
La 33 Stradale non è una semplice automobile d'epoca: è considerata una delle più importanti creazioni della storia dell'automobilismo italiano, prodotta in un numero limitatissimo di esemplari e divenuta nel tempo una vera icona del design e dell'ingegneria italiana. Secondo i due avvocati, la proprietà dell'auto sarebbe stata trasferita attraverso atti contestati dalla famiglia del defunto proprietario, ritenuti simulati e maturati sotto pressioni. La vettura sarebbe poi stata portata all'estero anche a seguito di una denuncia di smarrimento delle targhe.
La richiesta
I legali pongono agli inquirenti anche un altro interrogativo: come è stato possibile trasferire all'estero un bene di tale rilevanza storico-culturale senza un regolare provvedimento di libera circolazione? "Se l'auto è effettivamente un bene sottoposto a tutela, bisogna verificare - spiegano Angelo e Sergio Pisani - con quali documenti sia uscita dall'Italia, quando e attraverso quali procedure
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