"Oggi Roberto Vannacci è un
futurista, lo possiamo considerare tale. Tant'è vero che molte
posizioni che lui ha preso sono molto vicine alle posizioni che
racconto da anni e lui ha mostrato già una simpatia nei miei
confronti". A dichiararlo all'ANSA è l'attore, regista e editore
Edoardo Sylos Labini a margine della presentazione della seconda
stagione di Radix. Interpellato sul fatto che da alcuni il
generale Vannacci possa essere considerato un pericolo per la
democrazia, Sylos Labini ha respinto l'ipotesi focalizzandosi
sul valore delle radici e dell'identità: "Alcuni lo considerano
pericoloso per la democrazia? La parola identitaria non è
pericolosa, è l'esatto contrario: soltanto rispettando la
propria identità ti puoi interfacciare con gli altri. Se vado
all'estero rispetto i costumi e l'identità di quel Paese, così
come chi viene in Italia rispetta i nostri. Questo non significa
essere razzisti, ma sapere convivere tra diverse identità. Il
popolo italiano nasce proprio dall'incontro e dalla fusione di
DNA differenti nel corso dei secoli".
L'autore ha poi lanciato una denuncia diretta sui
condizionamenti subiti nell'uso di questo termine nel dibattito
pubblico e mediatico: "Perché bisogna aver paura di dire la
parola identitaria? Purtroppo mi è stata persino tagliata nel
montaggio. Non è possibile, è una cosa che non va bene perché
identitaria non è una parolaccia. Vannacci sta portando avanti
questa battaglia, ma non è il solo, l'aveva già fatto prima la
Meloni".
Proprio oggi nelle librerie esce il suo libro Le città
identitarie edito da Rai Libri in cui Sylos Labini accompagna i
lettori in un viaggio attraverso la provincia italiana per
riscoprirne la memoria e le figure simbolo: "Non è solo un
saggio, ma un manuale seduttivo per far conoscere ai ragazzi la
nostra storia e valorizzare le aree interne", ha spiegato
l'autore.
Sul fronte televisivo ha poi rievocato con emozione il set
napoletano di Un posto al sole in cui è tornato in occasione del
programma Radix: "Nel 1998 interpretai Luciano, il primo
personaggio gay in una soap opera italiana: un ruolo che
affrontai con naturalezza, senza fronzoli né quelle
sovrastrutture ideologiche che negli ultimi anni hanno occupato
la battaglia per i diritti civili".
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