Tajani apre al programma Safe, è polemica  - L'Unione Sarda.it

Governo

29 luglio 2026 alle 00:48

«Prenotati» poco meno di 15 miliardi di euro in prestito per gli armamenti 

L'adesione dell'Italia al programma europeo Safe apre un fronte di tensione nella maggioranza. Il vicepremier Antonio Tajani, durante un'audizione alla Camera, ha annunciato che il Paese ha «prenotato» l'intera quota disponibile: fino a 14,9 miliardi di euro di prestiti a lungo termine e a tassi agevolati destinati a rafforzare la difesa, con investimenti possibili in equipaggiamenti, cybersicurezza e infrastrutture militari.

L'annuncio ha però provocato reazioni immediate negli alleati di governo. Nel giro di poche ore Tajani ha ridimensionato la portata della scelta, chiarendo che l'Italia potrebbe utilizzare solo una parte delle risorse, indicativamente tra 6 e 9 miliardi, e che la decisione finale arriverà entro la fine dell'anno.

«Decide il Parlamento»

La Lega ha ricordato che «l’ultima parola spetta al Parlamento», sottolineando che la prenotazione della cifra rappresenta solo una manifestazione di interesse e non un impegno definitivo.

Dopo una giornata di precisazioni, il leader di Forza Italia ha definito la vicenda «una tempesta in un bicchier d'acqua», ribadendo che l'utilizzo dei fondi dovrà essere deciso dalle Camere. Anche il senatore leghista Claudio Borghi ha accolto le correzioni di Tajani, spiegando che nessuna scelta è stata ancora presa e che la valutazione dovrà basarsi su opportunità e convenienza.

Dalla Commissione europea è arrivato però un richiamo alla rapidità: l'accordo sui prestiti deve essere firmato per consentire l'erogazione dei fondi e l'avvio dei progetti. La richiesta formale spetta al ministero dell'Economia, ma la scelta sull'utilizzo delle risorse resta politica.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto punta a incrementare la spesa militare, ma definisce Safe uno strumento alternativo di finanziamento, non una spesa aggiuntiva rispetto ai bilanci già previsti. La decisione, ha spiegato, sarà presa entro fine anno sulla base della convenienza finanziaria. I progetti da finanziare sarebbero comunque già individuati. Più prudente il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, secondo cui il programma presenta opportunità ma anche vincoli, perché molti interventi sono legati a collaborazioni già avviate con altri Paesi.

Opposizioni all’attacco

Le opposizioni hanno attaccato il governo parlando di confusione e contraddizioni. Il leader di Più Europa Riccardo Magi ha definito la vicenda una «figuraccia», mentre il Pd ha accusato maggioranza ed esecutivo di procedere senza una linea comune. Il leader del M5s Giuseppe Conte ha criticato la scelta di destinare risorse alla difesa mentre aumentano i costi per cittadini e imprese. Contrari anche Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che hanno definito un errore puntare su nuove spese militari.

Missioni internazionali

La Camera intanto ha approvato la risoluzione della maggioranza sulle missioni internazionali, confermando la prosecuzione degli impegni italiani, compresi quelli in Ucraina e Medio Oriente. Il centrosinistra si è diviso, presentando cinque documenti distinti, mentre è stata respinta la proposta del gruppo vicino al generale Roberto Vannacci di interrompere gli aiuti militari a Kiev.

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