Tajani e le donne "affidabili", le dem bolognesi: "Arretramento culturale preoccupante" | VIDEO

Nicola Maria Servillo

Non potevano che partire da lì, dalle parole di Antonio Tajani sul palco di Itaca a Formello, le Donne Democratiche bolognesi riunite in conferenza provinciale. Il vicepremier e ministro degli Esteri, parlando della donna ideale da consigliare a un figlio, aveva messo in fila un elenco di stereotipi “da anni Cinquanta”: meglio una ragazza "meno appariscente" e con la gonna più lunga, aveva detto, perché più "affidabile" e meno esposta al rischio di tradimento rispetto a una donna più vistosa. Parole che hanno scatenato una bufera politica nazionale, con le opposizioni compatte nel bollarle come sessiste e fuori dal tempo.

Bernagozzi: "Non aspettiamo che un uomo ci giudichi per come vestiamo"

Ad aprire i lavori è Giulia Bernagozzi, portavoce cittadina e consigliera comunale, che liquida subito il tema minigonne con una battuta per poi entrare nel merito: "Noi donne ci autodeterminiamo e sicuramente non aspettiamo che qualche uomo ci giudichi in base all'abbigliamento", dice. Per la dem l'agenda femminista "sarà il solco tra la destra di questo governo, di questo paese, e la sinistra", e i temi da portare al centro del dibattito politico restano quelli di sempre: "Educazione sesso-affettiva, il contrasto alla violenza di genere, i dati Istat sulle violenze contro le giovani donne", ma anche "economia, urbanistica e lavoro". “C'è una diseguaglianza in questo paese enorme tra uomini e donne e vogliamo colmarla” conclude.

Mori: “La libertà delle donne nel mirino”

Sul ruolo degli uomini in questa battaglia interviene Roberta Mori, portavoce nazionale ed ex consigliera regionale: "L'affermazione dell'agenda femminista per l'alternativa al governo attuale passa attraverso un'alleanza fortissima tra uomini e donne", spiega, perché "la disuguaglianza di genere è tra le più profonde che ancora segnano il nostro paese" e condiziona "il benessere di tutta la collettività". Per questo, aggiunge, "soprattutto per la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile sulle donne, gli uomini devono essere alleati delle donne e marcare una distanza da chi invece ci vorrebbe non soltanto sottomesse ma oggetti anziché soggetti politici".

Sulle parole di Tajani, Mori non usa mezzi termini: "Primi esponenti della destra di governo che scendono a linguaggi e paragoni così di basso significato. Credo che si sia aperta la campagna elettorale." E aggiunge: "Le donne sono diventate il bersaglio, le donne sono nel mirino, e soprattutto nel mirino è la loro libertà." Per l'alleanza progressista, però, la strada sarà opposta: "Noi metteremo al centro le donne, la loro libertà, e faremo di questo principio e di questo valore un'impronta significativa della nostra proposta politica alternativa."

Priolo: "Identikit da Ottocento, sono preoccupata"

La voce più dura è quella di Irene Priolo, assessora regionale: "L'identikit della donna del 1800, credo, di una barbarie medievale. Io sono basita", dice, "perché sono parole che escono da un vicepremier che racconta un arretramento culturale molto preoccupante." Priolo si chiede provocatoriamente quale sarebbe l'abbigliamento maschile capace di certificare l'affidabilità di un uomo: "Non so quale sia l'abbigliamento maschile che definisce l'affidabilità di un uomo, dal momento che tutti gli uomini portano i pantaloni. Forse dovremmo invitare gli uomini a portare la gonna, e poi vedremo quanto siano affidabili in un rapporto di questo genere."

Non risparmia critiche nemmeno alla premier Giorgia Meloni: "Sono molto dispiaciuta perché anche la premier Meloni sta sottovalutando, e ha voluto mettere a tacere una battuta uscita male a cui non bisogna dare risalto." Per l'assessora regionale, però, non si è trattato di un'uscita estemporanea: "Il vicepremier non ha esplicitato questo pensiero al bar. Era all'interno di un convegno, di un'intervista, in cui ha approfonditamente detto qual era il suo pensiero." E chiude: "Io come donna sono preoccupata, credo che lo debbano essere anche i suoi figli, per la verità."