Tajani: «La politica deve stare fuori dalle scelte delle banche»

 «Sono per il libero mercato, credo che la politica debba stare fuori dalle scelte delle banche, debba piuttosto dare buone regole a queste ultime». Chi parla è il ministro degli Esteri Antonio Tajani, per commentare le ultime novità del riassetto del settore bancario italiano. La cosa importante per il ministro, è «che le banche garantiscano la migliore utilizzazione del risparmio raccolto in Italia a beneficio delle famiglie e delle imprese italiane».Una posizione, insomma, che guarda alla tutela dei beni primari. «Il governo», ribadisce Tajani, «deve essere neutrale e favorire la crescita economica».


Il vicepremier e leader forzista, oltre a sottolineare la propria contrarietà all’ipotesi di nuovi balzelli sugli istituti, tiene quindi la barra dritta su quella che ritiene debba essere la postura del governo e della politica in generale verso le operazioni che stanno animando il mondo del credito italiano.
Già in passato, nel mezzo dell’operazione di Unicredit sul Banco Bpm, Fi aveva marcato la differenza sollevando dubbi sull’opportunità di ricorre al Golden Power, i poteri speciali di cui il governo dispone per bloccare o condizionare operazioni che riguardano gli asset strategici. 


Alcuni interventi governativi degli ultimi giorni hanno aperto crepe nelle dichiarazioni di neutralità fatte nei mesi scorsi, subito dopo il lancio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio sul Mps promossa da Intesa Sanpaolo. 
La posizione di Tajani e di tutta Forza Italia è stata ribadita dal senatore azzurro Maurizio Gasparri.


«È giusto rispettare anche il radicamento territoriale di alcune banche come Mps, purché non vengano ripercorse le strade del passato, con scandali e gestioni dissennate », ha spiegato l’alto esponente di Fi. «Per quanto riguarda le prospettive attuali, credo che la cosa più importante sia avere un equilibrio di sistema che garantisca la migliore utilizzazione del risparmio raccolto in Italia a beneficio delle famiglie e delle imprese italiane. Questo è il vero tema, che si ripercuote negli intrecci tra banche e assicurazioni e le realtà che, anche in questa occasione, sono al centro dell'attenzione. Ci sono ingenti risorse che devono essere investite nel nostro Paese a sostegno della crescita delle imprese e dell'occupazione».


LE OPPOSIZIONI
Proprio il tema dell’interesse nazionale da tutelare è il punto sul quale insistono le opposizioni. «Qual è la strategia del Governo sul futuro del sistema bancario e assicurativo italiano?», si domanda il capogruppo del Partito democratico in Senato, Francesco Boccia. «Non spetta alla politica decidere chi debba comprare chi», ha aggiunto, «Proprio per questo deve smettere di comportarsi come un giocatore nel risiko bancario e tornare a svolgere il proprio ruolo: garantire regole trasparenti, concorrenza e tutela dell’interesse nazionale».
Lo stesso esecutivo è spaccato. L’altro vicepremier, Matteo Salvini, infatti, mette l’accento sula storia e l’autonomia.

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