
di Francesco Pierucci
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lunedì 27 luglio 2026, 02:10
PESARO Sipario. Anzi: mezzo sipario. Se una cosa il teatro ce la insegna è che c'è sempre un altro atto da mettere in scena. E forse anche per far rientrare i due grandi esclusi nella “protezione” Unesco. Il teatro Rossini di Pesaro e il teatro della fortuna di Fano tagliati fuori dal verdetto di Busan. In Corea del Sud ieri mattina è stato iscritto nella lista del patrimonio mondiale il sistema dei teatri condominiali all’italiana del 18esimo e 19esimo secolo nell’Italia centrale.
Vincitori e vinti
Mentre quello di Cagli rimane appeso, c'è pur sempre un ricorso al tar in cartellone e un debutto da preparare, Urbania gongola con il Bramante. L'unico teatro della provincia. Poi c'è Sant'Agata Feltria, ma quella è un'altra storia: il 15 agosto 2009 ha lasciato la Marche. Regione dei teatri e regione che ha avviato l'iter, praticamente un'opera buffa. E così il Mariani, il teatro più antico d’Italia completamente in legno di castagno con i suoi drappi e le poltrone azzurre, è anche l’unico a portare a casa il riconoscimento in Emilia Romagna. E si è festeggiato. In fondo sempre Montefeltro storico è. Come è la trama perfetta di una commedia dell’arte. E in provincia di Pesaro e Urbino ieri in molti erano pronti a festeggiare. Ma il dubbio a metà mattina è diventato amletico: Non farlo era uno sgarbo, sta brutto. Farlo sarebbe come ridere della propria tragedia. Lasciarsi annaffiare dalla pioggia sarebbe stato Shakespeariano e di cattivo gusto. E allora un cin con il Bianchello lo si è fatto. Sia nella seconda che nella terza città delle Marche. Urbino con il Sanzio non ha gareggiato essendo il centro storico già patrimonio Unesco dal 1998.
Pesaro, in scena
Ora che un piede sul palco c'è la Regione Marche proverà a far riaprire i termini che hanno portato la commissione Unesco a questi due pesanti stop.
Anche se presa sportivamente, l’esclusione ha procurato uno choc. Il vice sindaco e assessore alla cultura dice: «Siamo fiduciosi che, a seguito di ulteriori valutazioni, questi stessi teatri possano essere ricompresi. Pesaro è già riconosciuta dall’Unesco dal 2017 come città creativa della Musica e, anche attraverso il teatro Rossini, svolge un ruolo di primaria importanza nel panorama culturale internazionale». E qui la stoccata, anche se soft: «Un ruolo ulteriormente consolidato dall’aver ospitato nel 2025 l’incontro mondiale delle città creative della musica Unesco, confermando la capacità della città di essere piattaforma di relazioni, produzione culturale e dialogo globale». Riconoscimento «insieme al patrimonio Unesco di Urbino e al percorso di Pesaro, contribuisce oggi a delineare una prospettiva strategica più ampia: quella di una possibile candidatura di Pesaro e Urbino a Capitale europea della cultura 2033, in sinergia con l’intero sistema regionale e con la rete dei teatri condominiali».
Fano, in scena
Nella città della fortuna il sindaco, sull’esclusione del teatro della fortuna non parla. Il presidente della Fondazione teatro Stefano Mirisola dice: «Abbiamo avuto il sopralluogo dalla commissione Unesco nei mesi scorsi e sembrava che fosse andato tutto bene». Per l’occasione è stato mostrato un teatro «in buone condizioni e con una buona programmazione. Non conosco le motivazioni dell’esclusione che probabilmente si riferiscono a problemi strutturali. Il rammarico per l’esclusione viene bilanciato dalla soddisfazione ottenuta dalla Regione Marche».
Anche se non è una tragedia greca (forse) è sicuramente uno spettacolo da non da tutto esaurito. Ma si sa che la prima può scricchiolare un po’. E la stagione è ancora lunga.
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