Tentata rapina al bar di Colombella: i due ai domiciliari finiscono in tribunale

Violenza all'interno di un bar - foto generica archivio

Dai domiciliari alla sbarra per un processo che li vede accusati di gravi reati. E’ quanto disposto nei confronti dei due presunti responsabili della rapina avvenuta al bar di Colombella la mattina dello scorso 26 marzo, con l’aiuto di altrettanti presunti complici che hanno atteso in auto gli autori del tentato colpo, per agevolare la fuga.

Il gip Valeria Casciello ha disposto il giudizio immediato per due principali protagonisti, accogliendo la richiesta presentata dal pubblico ministero Massimo Casucci. L’udienza è fissata per il 12 novembre alle 9, davanti al tribunale penale, in composizione collegiale.

Secondo la ricostruzione della Procura, i due avrebbero fatto irruzione nel locale al’alba, intorno alle 4.50, con il volto coperto e armati di una chiave metallica per bulloni, intimando al titolare di consegnare l’incasso. Durante il tentativo avrebbero danneggiato alcuni oggetti sul bancone e aggredito il proprietario, che riportò ferite alla guancia e alla narice, con una prognosi di 15 giorni. La reazione dell’uomo avrebbe costretto i rapinatori a fuggire senza riuscire a prendere il denaro.

Gli altri due, complici nell’azione secondo gli investigatori che fanno capo alla caserma dei carabinieri di Colombella guidata dal comandante Giorgio Salerno, giudicati in un procedimento separato, avrebbero avuto il compito di fare da autista e «palo», attendendo all’esterno del bar a bordo di un’Alfa Romeo 159 con il motore acceso.

Le accuse nei confronti dei due imputati sono di tentata rapina aggravata in concorso e lesioni personali aggravate. Tra le aggravanti contestate ci sono l’uso di uno strumento atto a offendere, il fatto di aver agito in più persone e con il volto travisato.

L’indagine dei carabinieri di Farneto di Colombella e del Nucleo investigativo di Perugia si è basata sulle immagini della videosorveglianza, sulle testimonianze, sugli accertamenti sull’auto utilizzata per la fuga e sugli esiti di perquisizioni e sequestri, compresi gli accertamenti tecnici sul materiale acquisito.