Tentato omicidio, custodia cautelare in carcere: in due avrebbero sparato a un 25enne che voleva allontanarsi dalla loro rete di spaccio

MIRANO (VENEZIA) - Custodia cautelare in carcere per il 44enne e il 39enne accusati di tentato omicidio e detenzione abusiva di arma da sparo.

I due sarebbero coloro che la notte del 1 luglio hanno sparato a un connazionale 25enne ferendolo tra la spalla e il collo.

La misura

I carabinieri di Mestre questa mattina, 28 luglio, con il Nucleo investigativo del comando provincia di Venezia e un'unità cinofila di Torreglia, hanno eseguito l'ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip di Venezia su richiesta della Procura, a carico di due uomini di 44 e 39 anni, entrambi di origine albanese. 

Le indagini sono state avviate il 1 luglio, quando un uomo è stato aggredito sulla porta di casa mentre rientrava con la fidanzata. Subito dopo i fatti i carabinieri avevano trovato a casa dei due uomini e nelle loro auto munizioni dello stesso calibro del colpo che aveva ferito la vittima, nonché materiale riconducibile a una presunta attività di spaccio. Dopo di che gli inquirenti si sono concentrati nel ricostruire il movente del tentato omicidio, anche con pedinamenti e servizi di osservazione. Ed è così che sono arrivati a capire che girava tutto attorno alla rete di spaccio sviluppatasi nel Miranese, una situazione da cui la vittima sembra volesse tirarsene fuori. Una decisione che i due indagati non condividevano.

Così sarebbero iniziate le minacce di morte fino all'aggressione del 1 luglio. I due uomini sono stati portati uno alla casa circondariale di Venezia, l'altro a quella di Padova.

Questi ultimi, infatti, dopo ripetute minacce di morte, perpetrate sin da febbraio 2026 e che non avevano sortito alcun effetto, decidevano di passare ai fatti con l’aggressione della notte del 1° luglio, quando entrambi armati di pistola organizzavano un agguato presso l’abitazione della vittima non riuscendo nell’intento omicidario, poiché la stessa, nonché ferita, riusciva a fuggire e nascondersi nella vegetazione circostante. Al termine delle formalità di rito, gli arrestati sono stati condotti presso le Case Circondariali di Venezia e Padova. Il procedimento penale non risulta concluso e la colpevolezza dei soggetti dovrà essere accertata con sentenza irrevocabile.