Il terremoto di magnitudo 7,7 che ieri ha colpito Panama ha causato almeno 27 feriti lievi, mentre circa 300 persone sono state evacuate e più di 400 edifici hanno subito danni - tra cui 142 abitazioni e 188 scuole - sebbene non siano state segnalate vittime. E' quanto emerge dall'ultima valutazione delle autorità.
"I primi resoconti segnalano danni ad abitazioni, centri scolastici, ospedali, chiese, edifici governativi, ponti e strade in varie province del Paese. Finora non sono state segnalate persone disperse", ha dichiarato in un comunicato il Sistema Nazionale di Protezione Civile (Sinaproc).
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Il terremoto, il cui epicentro è stato localizzato nei pressi della città di Tonosi, nel sud-ovest del Paese, ha avuto una magnitudo di 7,7 secondo l'United States Geological Survey (Usgs), mentre l'Istituto di Geoscienze (Igc) di Panama l'ha ridimensionato a 7,5, a cui sono seguite oltre 100 scosse di assestamento. Secondo il rapporto, gran parte del Paese è stata colpita in misura variabile.
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Una parte della casa dell'ex presidente panamense Ricardo Martinelli è crollata a causa del terremoto. L'abitazione si trova a Soná, una delle zone interessate dal sisma. Martinelli, presidente dal 2009 al 2014, ha diffuso sui social immagini dei danni, mostrando alcuni piani dell'edificio ridotti in macerie, cadute anche su un'auto parcheggiata in strada.
Secondo quanto riferito dall'ex capo dello Stato, non ci sono stati feriti né vittime nella sua proprietà. Il sisma ha provocato danni a diversi edifici e ha portato alla sospensione temporanea delle operazioni all'aeroporto internazionale di Tocumen, nella capitale. Lo scalo ha successivamente ripreso i voli dopo le verifiche sulle piste, sulla torre di controllo e sulle strutture, che non hanno evidenziato problemi tali da impedire la ripresa delle attività.
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