VENEZIA - Il Fondaco dei Tedeschi, chiuso da oltre un anno, si rianimerà per un paio di settimane. Ma sarà solo per ospitare un paio di eventi di Tiffany, due serate di gala in programma a metà mese. Un nuovo gestore per il complesso monumentale sul Canal Grande, a fianco del ponte di Rialto, ancora non si trova, dopo l’addio di Duty Free Shop, la controllata del gruppo Lvmh che, il 30 aprile dell’anno scorso, aveva chiuso definitivamente il suo grande magazzino di lusso veneziano, al termine di un decennio scarso di risultati per nulla entusiasmanti. Ora, almeno nelle intenzioni della proprietà del Fondaco, la società Regia, di Sabrina Benetton, i due eventi del marchio statunitense potrebbero diventare un modo per far conoscere l’immobile ad un giro mondiale di potenziali interessati. Più una speranza che altro, a fronte di una situazione di stallo che continua. Nessun abbozzo di trattativa, né richieste di interessamento, che pure c’erano stati l’anno scorso, si sono materializzati negli ultimi mesi.
Una conseguenza anche questa della situazione geopolitica internazionale, che sta bloccando i grandi investitori globali
In questo quadro sbarca Tiffany. Giusto un assaggio di laguna. Di certo il marchio di gioielleria non è interessato ad aprire un suo store negli enormi spazi del Fontego. Ma Venezia resta una location ambita per un evento. Lo hanno già fatto tanti brand. E il Fondaco, per questo tipo di eventi, è una novità. La convenzione sottoscritta a suo tempo con il Comune - quella che imponeva anche l’uso pubblico della corte interna, oltre che l’accesso alla terrazza: entrambi desolatamente chiusi - prevede questa possibilità. Ovvero l’utilizzo degli spazi per organizzare eventi privati, anche se in un numero limitato. Facoltà che non era mai stata esercitata. Ora lo si farà per Tiffany. Trait d’union, tra la proprietà e il marchio dei gioielli Usa, è la Art Events, società specializzata in organizzazione e gestione di eventi e spazi culturali. Sarà un affitto temporaneo - non è dato conoscerne il canone - da oggi al 24 settembre. Il tempo di allestire (e disallestire) gli spazi per le due serate di gala in programma il 17 e il 19 settembre. Altri dettagli, al momento, non si conoscono. Facile immaginare che gli ospiti delle due serate arriveranno da tutto il mondo. Chissà che qualcuno non si innamori dell’antico Fondaco dei tedeschi. E che il passa parola, a certi livelli, non faccia il resto.
Vendita e trasformazione
Intanto a Venezia le vicende del Fondaco restano una ferita aperta. Conosciuto e frequentato da generazioni di veneziani come sede centrale delle Poste. Fino alla sua vendita e trasformazione. All’epoca il Comune aveva trattato come contropartita pubblica, al via libera all’operazione, l’apertura a tutti della corte interna e della terrazza. Spazi pubblici, ma chiusi ormai da un anno e quattro mesi. Ora riapriranno per due giorni, ma solo per gli invitati di Tiffany. Un’altra beffa.
Anche la chiusura del Dfs Fondaco, annunciata a fine 2024, era arrivata a sorpresa. Una doccia fredda per i circa 200 dipendenti. Il 30 aprile dell’anno successivo l’ultimo giorno di apertura al pubblico. Era seguito un mese di lavori di disallestimento. Mentre il gruppo del lusso aveva continuato a pagare l’affitto alla proprietà fino al 30 settembre dell’anno scorso.
Nove milioni per il canone annuale d’affitto
Tra gli 8 e i 9 milioni il canone annuale, nell’ultimo periodo scontato, nel tentato di venire incontro alle difficoltà del gruppo del lusso. Ma non era bastato. Dfs, che aveva puntato molto sul mercato asiatico, azzerato dal Covid, e poi non più ripresosi del tutto, aveva continuato ad accumulare perdite. Fino all’addio. In questo anno e più di ricerche, trovare un altro gestore disposto a pagare canoni simili, si sta rivelando impresa decisamente ardua. La destinazione dell’immobile rimane commerciale e il Comune ha sempre dichiarato di non avere alcuna intenzione di modificarla. Lo aveva detto l’amministrazione di Luigi Brugnaro, lo ha ribadito il sindaco Simone Venturini, che da assessore aveva seguito in prima persona la vicenda. Dekus, la società d’investimento immobiliare che ha in gestione l’edificio, aveva avviato da subito una ricerca di mercato su scala globale. E inizialmente c’era stato un qualche interesse. Anche se solo a livello di richiesta di informazioni e di sopralluoghi. All’inizio dell’anno scorso erano una decina i grandi gruppi internazionali - europei, statunitensi, kuwaitiani - che si erano mossi in questo senso. Interlocuzioni ancora alle battute iniziali, ma che si immaginava avrebbero potuto avere qualche sviluppo. Invece l’aggravarsi del quadro internazionale ha cambiato lo scenario. E ormai da parecchi mesi nulla di muove.
La proprietà non incassa un euro da settembre dell’anno scorso, mentre le restano le spese di gestione che, per un immobile di queste dimensioni, non sono poca cosa. Ora le arriverà l’affitto per queste due settimane di utilizzo. Per sapere se i gala di Tiffany porteranno anche altro, bisognerà attendere. Intanto il Fondaco tornerà vuoto, la sua corte interna e la sua terrazza inaccessibili.