Tirano e la tangenziale che libera dal traffico. L’ex sindaco Spada: “Ora pensiamo ai residenti”

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L’apertura della nuova strada per la quale ha lavorato dieci anni rende felice l’ex primo cittadino, che però rimarca: “Non dobbiamo rispondere solo alle esigenze immediate del turismo di massa”

Traffico, smog e rumore si possono dimenticare a Tirano

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Tirano (Sondrio), 22 agosto 2026 – Tirano ce l’ha fatta, ha una tangenziale funzionale e può pensare al suo futuro in maniera diversa. E questo è merito di tante persone. Il pensiero è dell’ex sindaco di Tirano, l’architetto Franco Spada che, in un interessante documento, ripercorre un percorso (quello della realizzazione della tangenziale) “lungo oltre vent’anni” e in cui ha avuto un ruolo importante essendo stato il primo cittadino aduano dal 2014 al 2024.

Al termine spiega l’importanza dell’opera, inaugurata e operativa in toto da poche settimane. “La realizzazione della tangenziale non rappresenta però soltanto la conclusione di una storia – dice Franco Spada - ma rappresenta l’inizio di una nuova fase. Per la prima volta dopo decenni Tirano viene liberata da una parte rilevantissima del traffico di attraversamento diretto verso l’alta Valtellina, Livigno e la Svizzera. È un cambiamento epocale per la città”.

Il commento di Spada

"Proprio per questo ritengo che sarebbe stato necessario accompagnare l’arrivo della tangenziale con una riflessione urbanistica complessiva sulla Tirano del dopo tangenziale: sulla nuova gerarchia delle strade cittadine, sulla mobilità pedonale e ciclabile, sugli spazi pubblici, sul rapporto fra centro e quartieri, sulle aree verdi, sui parcheggi e sul futuro dell’area delle stazioni. Su questo tema esprimo una valutazione personale e politica. Mi dispiace vedere che alcune scelte recenti siano state assunte, a mio giudizio, senza una sufficiente visione complessiva della città che sarebbe nata con l’apertura della nuova strada. Penso alla nuova viabilità lungo l’Adda e in particolare nell’area del Foro Boario, ad alcune trasformazioni previste nelle piazze delle stazioni e lungo viale Italia, alla localizzazione di grandi aree di parcheggio in zona Rodun e alla modifica del tracciato della pista ciclabile per la quale esisteva già un progetto appaltato”, prosegue Spada.

I timori dell’ex sindaco

Poi i timori di Spada: “Sono interventi diversi fra loro, ma che rischiano, a mio avviso, di rispondere prevalentemente alle esigenze immediate del turismo di massa, anziché essere inseriti in una visione urbanistica unitaria che tenga insieme residenti, qualità urbana, mobilità, paesaggio e sviluppo turistico. La mia critica non è quindi alla necessità di intervenire, ma al metodo: credo che le analisi urbanistiche complessive avrebbero dovuto precedere le grandi scelte e non essere commissionate quando alcune delle decisioni più importanti erano già state assunte. La tangenziale ci offre un’occasione che Tirano non aveva probabilmente avuto da un secolo: ripensare finalmente la città non più in funzione di una strada statale che la attraversa, ma in funzione delle persone che la abitano. Sarebbe un peccato non coglierla”.   

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