Topo morde una donna a Sacile, allarme anche a Polcenigo: «Sono vicini alle case e corrono sui fili delle linee telefoniche»

SACILE/POLCENIGO (PORDENONE) - Stiamo per essere invasi dai topi? Probabilmente no, ma certo, le grandi metropoli insegnano, questi animaletti dalla coda lunga sono molto presenti anche nei nostri centri urbani. Ecco due episodi recentissimi, l’uno a Sacile, l’altro a Polcenigo.

SGRADITO INCONTRO

Nel Giardino della Serenissima Luca C. ha raccontato sui social martedì sera la disavventura capitata alla moglie. La signora camminava tranquilla in via Pier Giuseppe Piccin, una laterale di via Meneghini che sfocia a lato delle scuole Vittorino da Feltre, quando «Avverte un fastidio al piede destro. Pensa di aver urtato un ramo, guarda in basso e vede un topo che le si era attaccato alla scarpa. Lei prontamente scuote il piede e l’animale si stacca e va via». Purtroppo la sgradevole esperienza non si è conclusa lì. Ancora il marito: «Incredula dell’accaduto ha controllato il piede e notato i segni di un morso che fortunatamente la scarpa, dotata di una fibbia in metallo, un po’ ha smorzato. Rientrata a casa l’ho accompagnata al Pronto Soccorso». Luca C. si dice a sua volta stupito, considerata la vicinanza con la scuola per l’Infanzia Meneghini «E dove c’erano diversi bambini del punto verde che giocavano». 

PREVENZIONE

Interpellata in merito, l’assessore all’ambiente Ariana Sabato non ricorda vi siano state altre segnalazioni simili quest’anno in città, ma assicura sulla profilassi che l’amministrazione ha in corso da tempo. «Se ne occupa una ditta specializzata che scegliamo attraverso apposita gara ogni 3 anni. Per tutta Sacile sono disseminate le conosciute scatolette nere che contengono le esche avvelenate per i topi». Quante sono? «Sono centinaia, forse arriviamo al migliaio e vengono controllate periodicamente perché l’esca mangiata va sostituita», spiega l’assessore. Si è fatta un’idea dell’accaduto, dato che non è proprio così frequente che un topo “assalga” e morda un passante, anche se le famiglie contadine di una volta erano abituate ad appendere in alto le amache con dentro i neonati, proprio per evitare le pantegane. «In questo caso non escluderei che l’animale fosse stordito- riflette Sabato -. Il boccone avvelenato contiene anche un anestetico, così che il decesso non sia crudele. Confuso, potrebbe aver reagito magari alla signora che inavvertitamente gli ha pestato la coda». Tanto veloce non era, considerato che la donna è riuscito a fotografarlo. «Per la derattizzazione spendiamo 4.500 euro l’anno, inoltre lasciamo a disposizione altri 1.500 euro per eventuali interventi d’urgenza. La ditta che se ne occupa ha anche il polso della situazione, si accorge se in alcune zone ci sono più topi, hanno una sorta di mappatura». Lì dov’è avvenuto l’episodio siamo quasi in centro, oltre che vicino ad una scuola «C’è anche un parchetto». Crede sia un’area particolarmente frequentata dai topi, infestata? «No, non mi risulta, non credo proprio».

L’ALTRO FRONTE

Altro episodio, a Polcenigo. Qui un paio di famiglie, quelle di V.A. ed L.B., lamentano il proliferare di topi che avrebbero messo su casa sotto i fusti di alcuni alberi di alloro del vicino. «Una situazione che ormai si sta facendo insostenibile - raccontano -. Alla sera intorno alle 22, tra l’altro con una precisione d’orologio che stupisce, li vediamo che corrono sui fili delle linee telefoniche e così passano da una proprietà all’altra». V.A. ha avuto la triste sorpresa «di vedere uno di questi animali sotto la sedia dov’era seduta mia figlia, in giardino, alla festa del suo compleanno». Siamo in una strada laterale a Via Pordenone, vicino a dove una volta si trovava la farmacia del paese. «I primi episodi si sono verificati a giugno - vanno avanti i residenti - . Abbiamo avvisato sia la polizia locale che l’Azienda Sanitaria, ma l’unica cosa che abbiamo ottenuto è stata lo sfalcio dell’erba nel giardino del vicino. Purtroppo non basta, serve intervenire in maniera più determinata, anche perché ormai è evidente che le bestiole stanno incrementando la famiglia e si fanno sempre più intraprendenti. Capiamo la situazione del signore che abita quella casa. E’ molto anziano, credo vicino ormai alla novantina, ci siamo anche offerte di dare un aiuto, ma inutilmente. Una scelta che non discutiamo, ma serve che venga ripristinata la situazione igienica prima che il problema si aggravi ulteriormente». A riprova di quanto affermano, le due signore hanno filmato i topi equilibristi a passeggio sui cavi di notte e ne hanno anche individuate le tane. «Tra l’altro non hanno nessun timore di noi umani. Ci guardano incuriositi e tirano dritto». 

L’appello di queste due famiglie è rivolto al sindaco di Polcenigo Antonio Del Fiol. «Chiediamo un suo intervento - dicono - per sanare la situazione e tornare a vivere tranquilli, prima che capiti un episodio come quello di Sacile, la signora che è stata morsa».