Tratta dei minori, il 69% dei casi segnalati riguarda adolescenti maschi

Tratta dei minori, il 69% dei casi segnalati riguarda adolescenti maschi: “Finiscono in circuiti di sfruttamento lavorativo o attività illegali”

Sono soprattutto ragazzi, spesso arrivati in Italia da soli, le vittime che oggi emergono sempre più spesso dal sistema antitratta italiano. Nel 2025, il 69% dei minori segnalati come possibili vittime di tratta erano maschi: adolescenti provenienti soprattutto da Bangladesh ed Egitto, spesso intercettati quando sono già entrati in circuiti di sfruttamento lavorativo o attività illegali. Un fenomeno che si intreccia anche con il cambiamento degli strumenti di reclutamento: social network, identità false online e nuove tecnologie, compresa l’intelligenza artificiale, stanno cambiando le modalità con cui le vittime vengono avvicinate e controllate.

È il quadro che emerge dai dati diffusi da Save the Children in occasione della Giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani del 30 luglio. Secondo l’organizzazione, negli ultimi anni la tratta dei minori ha assunto forme sempre più complesse: accanto allo sfruttamento sessuale delle ragazze migranti, emergono percorsi che coinvolgono adolescenti maschi, spesso minori stranieri non accompagnati, esposti a forme di grave sfruttamento lavorativo o al coinvolgimento in attività illegali. “Quello che sta succedendo in Italia deve suonare come un campanello di allarme”, spiega a ilfattoquotidiano.it Antonella Inverno, responsabile Ricerca e Analisi di Save the Children. “Se sempre più adolescenti maschi, molti dei quali minori stranieri non accompagnati, sono coinvolti nel fenomeno, vuol dire che il sistema non è in grado di garantire accoglienza e protezione adeguate prima del reclutamento da parte delle organizzazioni criminali”. Secondo Inverno, strumenti di tutela, oggi sotto attacco con il ddl sull’imputabilità dei minori, come il prosieguo amministrativo – cioè la possibilità per un minore straniero non accompagnato di proseguire un percorso di protezione anche dopo il raggiungimento della maggiore età – rappresentano “elementi essenziali” per evitare che situazioni di vulnerabilità si trasformino in sfruttamento.

I numeri raccontano un fenomeno ancora in gran parte sommerso. Nel 2024 nell’Unione Europea sono state identificate circa 9.500 vittime di tratta. Tra queste, 1.555 erano minorenni, pari al 16% del totale, in aumento rispetto al 2023 quando erano state 1.358. La maggioranza delle vittime minorenni erano bambine e ragazze: 1.194, pari al 77%. In Italia, nel 2024, i minori identificati come vittime di tratta sono stati 65, il 3,4% del totale delle persone individuate. Poco più della metà erano bambine e adolescenti. Un dato che, secondo gli operatori, rappresenta però solo la parte emersa di un fenomeno più ampio.

A mostrare il cambiamento del profilo delle vittime sono soprattutto i dati del Sistema nazionale antitratta. Nel 2025 sono state valutate le segnalazioni relative a 3.444 persone, circa 600 in più rispetto al 2024, quando erano state 2.853. Tra queste, 174 riguardavano minorenni, pari al 5,1% del totale. La maggioranza dei minori segnalati era costituita da ragazzi: 120 casi, il 69%. Le principali nazionalità di provenienza sono Bangladesh, con 56 segnalazioni, ed Egitto, con 19. Il 64% dei minori ha 17 anni, ma tra le persone intercettate figurano anche quattro quattordicenni e un dodicenne. Le ragazze minorenni segnalate sono invece 54 e provengono soprattutto dalla Nigeria (16 casi). Le principali regioni di emersione sono la Sicilia, con 59 casi, e l’Emilia-Romagna, con 41. Nei primi sei mesi del 2026 il quadro resta simile: sono state segnalate 1.581 persone nell’ambito del fenomeno della tratta, tra cui 95 minorenni, pari al 6% del totale. Anche in questo caso prevalgono i ragazzi: sono 80, l’84% dei minori segnalati, soprattutto diciassettenni provenienti dal Bangladesh (46 casi). Le ragazze minorenni sono 15, prevalentemente tra i 16 e i 17 anni.

Un altro elemento sta cambiando le modalità con cui le vittime vengono raggiunte: il digitale. “Le tecnologie digitali, inclusa l’intelligenza artificiale, stanno modificando profondamente le modalità di adescamento, reclutamento, sfruttamento e controllo dei minori”, sottolinea Inverno. Strumenti che possono rendere più semplice la costruzione di identità false online, l’avvicinamento di adolescenti vulnerabili e la creazione di rapporti di fiducia prima dello sfruttamento. La tecnologia, spiegano, non sostituisce i meccanismi tradizionali della tratta, ma offre nuovi strumenti a chi cerca persone in condizioni di fragilità. Per questo, secondo Save the Children, diventa sempre più importante rafforzare i sistemi di identificazione precoce, la formazione degli operatori e i percorsi di protezione dedicati ai minori.