Trump, accordo con Putin per avere il diesel russo: in arrivo 300mila tonnellate di gasolio. Zelensky: «Revoca sanzioni è debolezza»

A meno di un mese dalle elezioni di metà mandato, che i repubblicani rischiano di perdere per l'inflazione e per i costi dell'energia saliti con la guerra in Iran, Donald Trump ha annunciato un accordo con Vladimir Putin per portare sul mercato americano e mondiale più di 4 milioni di tonnellate di diesel russo. Poco dopo il dipartimento del Tesoro ha sospeso in via temporanea le sanzioni che ne impedivano la vendita. Solo un mese fa lo stesso presidente aveva firmato una legge, votata da repubblicani e democratici, che sanzionerà Mosca e punta a ridurre le entrate energetiche con cui Putin finanzia la guerra in Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a Miami per nuovi colloqui di pace, ha reagito dicendo che Trump ha preso una decisione «indegna» e «debole»: «Sembra un regalo di compleanno per Putin, è una cosa assolutamente terribile», ha aggiunto, «non è certo onesto, non è degno dei nostri partner».

L'annuncio è stato fatto ieri pomeriggio su Truth Social da Trump, dopo una telefonata tra i due presidenti che, secondo l'Associated Press, avrebbe dovuto riguardare un sospetto caso di peste in Russia. Trump ha scritto che Mosca fornirà subito oltre 300.000 tonnellate di diesel, altre 500.000 a novembre e un milione subito dopo, mentre una seconda parte da 3 milioni di tonnellate arriverà in tempi brevi ma dipenderà dalle condizioni delle raffinerie russe. «Prezzi più bassi per gli americani, soprattutto per agricoltori, allevatori e camionisti, sono la mia priorità più grande», ha postato il presidente che teme di perdere una parte importante del suo elettorato. Negli Stati Uniti il diesel costa in media 6,23 dollari al gallone secondo l'associazione degli automobilisti AAA, contro i 3,68 di un anno fa, e il 22 settembre ha superato i 6,50 dollari, il prezzo più alto mai registrato. Prima della fine di agosto non era mai arrivato a 6 dollari. L'aumento dipende da due guerre: quella con l'Iran, iniziata il 28 febbraio, ha portato agli attacchi di Teheran e degli Houthi contro le raffinerie del Medio Oriente e contro le petroliere nello Stretto di Hormuz, mentre in Ucraina i bombardamenti di Kiev sugli impianti russi hanno convinto Mosca a bloccare le esportazioni di diesel. Giovedì Trump ha sostenuto che gli Stati Uniti hanno il controllo totale dello Stretto, dove le forze americane scortano ogni notte le petroliere, ma l'Iran continua a colpirle e lo ha fatto anche ieri.

L'importanza del diesel, specialmente negli Stati Uniti, è legata al fatto che è il carburante che muove le merci e il commercio nel paese: quasi tutte le merci viaggiano su mezzi a diesel, dai camion ai trattori fino alle macchine da cantiere, e per questo il suo prezzo fa salire quello di quasi tutti i beni, compresi gli alimenti. Si vota il 3 novembre e i repubblicani sono in difficoltà anche in stati conservatori come l'Iowa, dove gli agricoltori sono tra i più danneggiati dal costo del carburante.

Finora Trump ha avuto poche possibilità di intervenire: a settembre ha valutato un divieto di esportazione del diesel americano e ha rinunciato dopo le proteste dell'industria petrolifera, convinta che avrebbe fatto salire il prezzo della benzina, e questa settimana ha firmato un ordine esecutivo che permette ai camionisti di usare in autostrada il diesel agricolo, esente dalla tassa federale.

Non è la prima volta che la guerra in Iran porta la Casa Bianca a sospendere sanzioni contro Mosca. A marzo, nelle prime settimane del conflitto, il Tesoro aveva autorizzato prima l'India e poi tutti gli altri paesi ad acquistare per trenta giorni il petrolio russo già caricato sulle navi, e la decisione era stata criticata dai democratici al Congresso e da alcuni alleati europei. Il segretario al Tesoro Scott Bessent aveva sostenuto allora che la misura non avrebbe portato benefici finanziari significativi al governo russo.

La nuova licenza è più ampia, perché riguarda il carburante ancora da produrre e arriva dopo la legge di settembre, che prevede dazi fino al 100% per i cinque maggiori importatori di petrolio e gas russi. Secondo l'Associated Press ora è meno probabile che quelle misure vengano applicate questo mese. La Casa Bianca non ha chiarito chi pagherà il diesel né se le forniture arriveranno prima del voto e Politico osserva che non si capisce come la Russia possa garantire queste quantità con una larga parte delle raffinerie ferme a causa della guerra.

L'inviato del Cremlino Kirill Dmitriev ha ripubblicato su X l'annuncio del Tesoro e ha scritto che la cooperazione sull'energia tra i due paesi porterà benefici al mondo. Gli Stati Uniti non importano petrolio o gas dalla Russia dal 2022, quando l'amministrazione Biden li vietò dopo l'invasione dell'Ucraina.

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