Trump, la mossa sul sul diesel russo può sbloccare anche il Gnl per l’Europa

La mossa di Trump sul diesel russo potrebbe essere solo il primo passo per sbloccare anche il Gnl di Mosca che arriva ancora in Europa ma che dovrebbe essere bloccato a partire da gennaio. O almeno, così si spera, visto che con gli stoccaggi europei ai minimi, dover rinunciare anche ai 36 miliardi di metri cubi Gas naturale liquefatto, sarebbe un vero problema per l'Europa. Il rischio di prezzi in forte salita alle porte dell'inverno sono alti. E non a caso da mesi l'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, punta il faro su quella dote di gas che arriva via nave, quasi tutto da Yamal, un grande impianto nell'Artico siberiano.

Fare a meno di quelle forniture rappresenta un azzardo anche se l'Europa ha potuto contare finora a piene mani sul Gnl americano. Perché quando l'Europa si mette in concorrenza con l'Asia per far arrivare certi carichi (come sta accadendo), è inevitabile che le quotazioni salgano al mercato Ttf di Amsterdam. Ieri il gas Ue era a quota 80 euro a Megawattora, ma dall'inizio della guerra il rialzo arriva al 150%.

Cosa c'entra questo con il diesel russo? Il punto è che la sospensione delle sanzioni americane alla Russia rappresenta un passaggio importante, può essere un'apripista, dicono gli osservatori, per spingere l'Europa al pragmatismo necessario, considerata la situazione di emergenza. Tanto più che il presidente Usa Donald Trump, nei prossimi giorni, deve decidere se sanzionare Novatek, la società russa che produce proprio quel gas. La stessa società, peraltro, con cui gli americani stanno parlando proprio in queste ore d'affari. Se Trump colpisse Novatek (deciderà entro il 18 ottobre) il gas russo smetterebbe di arrivare in Europa prima del previsto. Ma considerata la scelta appena fatta sul diesel (con vantaggi anche per l'Europa) si può ipotizzare una decisione coerente, quindi senza sanzioni, da parte di The Donald. E a quel punto l'Europa potrebbe andare a ruota.

Del resto non è incoraggiante l'ultima fotografia che emerge dal "Winter Supply Outlook" di Entsog, la rete europea dei gestori dei sistemi di trasporto del gas, presentato al gruppo di coordinamento Ue sul gas e nel quale si segnala l'impatto delle tensioni in Medio Oriente sui flussi globali di Gnl e sulla volatilità dei prezzi. Gli stoccaggi di gas dell'Ue entrano nell'inverno 2026-2027 al 72% della capacità, contro l'83% registrato il primo ottobre 2025, e potrebbero scendere al 13% entro fine marzo in caso di disponibilità limitata di gas naturale liquefatto. Nello scenario di domanda invernale di riferimento, con forniture russe ridotte al minimo, le scorte europee sono attese al 29% a fine marzo se gli arrivi di Gnl seguiranno l'andamento previsto sulla base dei dati storici, ma al 13% in caso di disponibilità più limitata. Per mantenere gli stoccaggi al 30% a fine inverno, sarebbero necessari circa 1.060 TWh, pari a 96 miliardi di metri cubi, di Gnl nell'arco della stagione.

I numeri dicono quanto sia stato importante finora il Gnl americano (che ha rappresentato ben oltre il 50% del Gnl approdato all'Europa nel 2026) e dove può arrivare l'emergenza invernale. Tra stoccaggi inferiori all'inverno scorso e Gnl russo che potrebbe mancare l'Europa rischia di essere a dieta di circa 50 miliardi di metri cubi. Un'enormità per i flussi Ue. Un azzardo per i costi dell'energia.

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