Trump cala ancora nei sondaggi, consenso americani al 29%: cosa succede se perde le elezioni di midterm?

Donald Trump cala ancora nei sondaggi a poco più di 40 giorni dalle elezioni di metà mandato. Secondo una rilevazione di American Reserach Group, ad approvare l'operato del presidente è il 29% degli americani contro un 68% che lo boccia. Rispetto ad agosto, quando il 30% approvava e il 66% disapprovava l'operato di Trump, il consenso registra quindi un lieve calo. Più basso è il giudizio sulla gestione dell'economia: il 26% approva l'operato del presidente, contro il 71% che lo disapprova. Ad agosto i dati erano rispettivamente al 28% e al 69%. Tra gli americani che approvano l'azione di Trump, il 56% ritiene che l'economia nazionale peggiorerà nei prossimi dodici mesi. Tra quanti invece disapprovano il presidente, la quota sale al 76%.

Elezioni midterm: quando e come funzionano

Il futuro politico di Trump quindi si gioca sul filo del rasoio. Il 3 novembre 2026 gli americani saranno chiamati a rinnovare tutti i 435 seggi della Camera dei Rappresentanti e 35 seggi del Senato. Attualmente, il Partito Repubblicano difende una risicata maggioranza in entrambi i rami del Congresso. Nel suo discorso alla convention nazionale del partito, lo stesso Trump ha avvertito che un'eventuale sconfitta minerebbe il controllo necessario per portare a termine l'agenda legislativa nei suoi ultimi due anni di mandato alla Casa Bianca.

I mercati predittivi, come riporta Usa Today, riflettono un momento di forte incertezza e sembrano premiare le opposizioni. Sulla piattaforma di scommesse politiche Polymarket, i dati aggiornati al 21 settembre indicano che i Democratici hanno il 92% di probabilità di riconquistare la Camera dei Rappresentanti e il 61% di ottenere il controllo del Senato. Sulla stessa linea si muovono le quotazioni raccolte dal mercato previsionale Kalshi, che attribuiscono ai Democratici il 91% di possibilità di vittoria alla Camera, configurando lo scenario di un Congresso diviso o interamente a trazione democratica come l'esito più verosimile della tornata elettorale.

Trump sconfitto? Gli scenari

Il ritorno dei Democratici alla guida del Congresso aprirebbe scenari istituzionali complessi per l'amministrazione in carica. Una maggioranza democratica alla Camera conferirebbe infatti ai leader dell'opposizione l'autorità esclusiva per avviare commissioni d'inchiesta, emettere mandati di comparizione e persino redigere nuovi articoli di impeachment. Si tratterebbe di una riaccensione dello scontro frontale che ha già segnato il primo mandato di Trump, il quale ha recentemente dichiarato ai propri sostenitori in South Carolina che gli avversari troverebbero immediatamente un pretesto per metterlo sotto accusa. Tuttavia, l'eventuale approvazione dell'impeachment alla Camera resterebbe un atto prevalentemente politico e non comporterebbe l'automatica rimozione dalla presidenza, una procedura che richiede la quasi impossibile maggioranza dei due terzi dei voti al Senato. Se il Partito Democratico dovesse conquistare anche il Senato, gli effetti sul governo sarebbero ancora più paralizzanti. La camera alta detiene il potere cruciale di confermare i giudici federali, i membri del Gabinetto presidenziale e i funzionari apicali dello Stato. La perdita del Senato priverebbe Trump della facoltà di plasmare la magistratura e la squadra di governo, consegnando ai Democratici la presidenza delle commissioni chiave e, di conseguenza, il controllo totale sul calendario dei lavori e sul destino dei progetti di legge della Casa Bianca.

© RIPRODUZIONE RISERVATA