Trump prova a rompere lo stallo: 'Isoleremo l'Iran dal resto del mondo' - Notizie - Ansa.it

Donald Trump prova a rompere lo stallo negoziale con l'Iran a ridosso della scadenza della tregua di 60 giorni concordata nel memorandum di Islamabad, scadenza che cade lunedì 17 agosto. Anche se i mediatori del Pakistan sarebbero in queste ore al lavoro per favorire una possibile proroga. Visto lo stallo sul terreno e sul fronte diplomatico, la Casa Bianca punta su un ulteriore stretta, col segretario Usa al Tesoro, Scott Bessent, che ha annunciato misure economiche "mai viste prima" contro Teheran, sufficienti a isolare il Paese dal mondo. Un pacchetto di provvedimenti in arrivo la prossima settimana a cui si affiancherà il blocco navale imposto da Washington che, secondo il segretario alla Difesa Pete Hegseth, potrà proseguire "a tempo indeterminato". Anche a dispetto degli allarmi legati alla portaerei Abraham Lincoln, in Medio Oriente da oltre 250 giorni, oggetto di segnalazioni sulle condizioni critiche a bordo: sarà sostituita dalla George Washington, partita dal Vietnam il 12 agosto, ha confermato Trump. Che, a una domanda sulla bufera scoppiata sulle condizioni dei marinai, ha replicato che il dispiegamento "non è troppo lungo. Se mai non è lungo abbastanza", gettando le base per nuove polemiche. I toni più aspri dell'amministrazione americana verso l'Iran puntano a portare verso migliori consigli i pasdaran, con una manovra a tenaglia.

"Si tratterà di una combinazione di isolamento economico senza precedenti a livello mondiale e del mantenimento del blocco nello Stretto di Hormuz, che impedirà ogni movimento in entrata o in uscita dai porti iraniani", ha anticipato Bessent in un'intervista a Newsmax senza fornire dettagli. Le sue parole sono maturate proprio quando Hegseth ha assicurato che le forze armate Usa possono mantenere un blocco navale contro l'Iran senza limitazioni temporali. Gli scenari restano complessi e incerti. "Stiamo mantenendo un profilo basso - aveva detto domenica scorsa il presidente americano -. Stiamo conducendo solo una sorta di semi-negoziato con loro. Ci limitiamo a osservare l'Iran, alle prese con un'inflazione galoppante e con la mancanza di fondi", aveva detto ad Axios. Per altro verso, il vicepresidente JD Vance, ha da ultimo rimarcato che la priorità degli Stati Uniti nella guerra all'Iran è adesso rendere i carburanti più economici per le tasche dei consumatori americani, con la riapertura di Hormuz. "So che oggi il prezzo del petrolio è in calo ed è sceso notevolmente rispetto ai picchi delle prime fasi del conflitto", ha detto Vance su Fox News.

"Questo è l'obiettivo numero uno: mantenere bassi i costi di petrolio e benzina per gli americani in tutto il Paese. E poi, ovviamente, l'obiettivo numero due è garantire che l'Iran non ottenga mai armi nucleari", ha aggiunto. "A volte ci concentriamo sull'aspetto energetico, perché vogliamo che gli americani possano permettersi i prezzi di petrolio e benzina. Altre volte, come è ovvio, l'attenzione è rivolta all'ambito militare e al programma nucleare", ha osservato ancora il vicepresidente. I repubblicani temono che le politiche di Trump e il conflitto, con la relativa bolletta energetica elevata negli Usa, possano portare alla perdita del controllo del Congresso alle elezioni di midterm di novembre. Intanto, due petroliere emiratine sono state colpite giovedì sera nello Stretto di Hormuz, ultima rivendicazione iraniana sul controllo del tratto di mare in cui transita il 20% del petrolio mondiale. La Lega Araba, ancora una volta, ha condannato l'attacco, avvenuto "in flagrante e inaccettabile violazione del diritto internazionale e della Risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite".

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