"Tutta la Juve da rifare", poi il rilancio chiave: "Quando ha il pallone...": Marchisio senza dubbi

21 luglio 2026, 07:33 

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Tra Juventus, Mondiale e… Kings League, che nel nostro Paese ha anche il suo volto. Claudio Marchisio, Head of Competition del torneo di calcio a 7 più famoso e “streammato” al mondo, si concede trasversalmente in avvicinamento alla Kings World Cup Clubs, la competizione internazionale per club della Kings League che dal 26 luglio al 1° agosto si svolgerà a Milano. Sarà la prima volta in Italia. Aspettando il debutto del torneo presso la Kings League Arena di Cologno Monzese, Claudio rimane Principino bianconero anche nella “Lega dei Re”. Per questo osserva attentamente ciò che accade nell’altro regno che gli appartiene.

La 'nuova' Juve

Di che cosa ha bisogno la Juventus che abbiamo visto a Basilea?
«Di tempo, prima di tutto. Si sono presentati a questa partita con solo una parte della rosa a disposizione. Era un’amichevole in cui serviva esclusivamente mettere un po’ di carburante nelle gambe. Ma la strada rimane molto lunga e il mercato della Juve non è ancora partito: occorre comprendere chi farà le valigie e chi arriverà alla Continassa».

È fiducioso?
«Lo sono per le persone che, questa estate, sono entrate in società a livello dirigenziale. Resto convinto che faranno un ottimo lavoro sul mercato».

Spalletti, la rosa e il rilancio di Douglas Luiz

Qual è la sua valutazione sulla rosa attuale? «Secondo me bisogna ricostruire tutta la squadra. Perché se è vero che l’anno scorso c’è stato un momento in cui hai rischiato di arrivare secondo, alla fine sei persino uscito dalla zona Champions. Anche se l’ultimo campionato ci ha detto che c’è grande equilibrio, tolta l’Inter non vedo squadre così tanto avanti rispetto alla Juve. Però sicuramente l’organico è da rinforzare».

La intriga il rilancio di Douglas Luiz con Spalletti?
«Sicuramente è un giocatore di qualità, quando ha il pallone ci si rende conto facilmente che ha grandi potenzialità. Ma quel centrocampo va messo a posto, serve maggiore affidabilità. Io l’ho sempre ritenuto fondamentale, è il fulcro di tutta la squadra e bisogna trovare il mix giusto».

La Kings League e la Nazionale italiana

Dal Mondiale della Kings League a quello che si è appena concluso oltreoceano: che finale è stata?
«Quella della qualità, da una parte, e del carattere e della forza del gruppo dall’altra. L’Argentina ha provato a resistere il più possibile per tenerla aperta ma a mio avviso, con tutto il rispetto, c’era un divario significativo. La Spagna ha meritato questo Mondiale. Forse Spagna-Francia sarebbe stata la finale più giusta per la reale forza dei giocatori e delle squadre. Però abbiamo assistito a un Mondiale importante ed è bello vedere quanta qualità c’è in giro per il mondo. Di contro è stato molto triste perché noi non abbiamo partecipato, in realtà manchiamo da un po’ di edizioni».

Quale ct può porre fine a questo incubo?
«Si stanno facendo i nomi di molti profili, alcuni strutturati, altri un po’ più a sorpresa. Mi auguro solo che, a prescindere da chi sia il prescelto, si tratti di un progetto quadriennale. Perché l’Italia non ha bisogno di un ct che alleni la Nazionale per le prossime partite, ma di preparare un gruppo di giocatori che da qui a 4 anni ci conferisca la sicurezza di essere sul palcoscenico Mondiale, almeno».

Ma se fosse Maldini chi chiamerebbe?
«Mi mettete in difficoltà, io sinceramente ci proverei con Guardiola. Ci proverei seriamente. Sarebbe il profilo giusto per avviare un progetto; per dare vita a qualcosa che in Italia non abbiamo mai visto, qualcosa che possa durare nel medio-lungo periodo. Perché il nostro calcio ha bisogno di questo. Deve essere un programma che non riguardi solo la Nazionale maggiore, ma che abbracci l’intero movimento e che parta dal basso. Solo così possiamo risalire davvero la china».

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Tra Juventus, Mondiale e… Kings League, che nel nostro Paese ha anche il suo volto. Claudio Marchisio, Head of Competition del torneo di calcio a 7 più famoso e “streammato” al mondo, si concede trasversalmente in avvicinamento alla Kings World Cup Clubs, la competizione internazionale per club della Kings League che dal 26 luglio al 1° agosto si svolgerà a Milano. Sarà la prima volta in Italia. Aspettando il debutto del torneo presso la Kings League Arena di Cologno Monzese, Claudio rimane Principino bianconero anche nella “Lega dei Re”. Per questo osserva attentamente ciò che accade nell’altro regno che gli appartiene.

La 'nuova' Juve

Di che cosa ha bisogno la Juventus che abbiamo visto a Basilea?
«Di tempo, prima di tutto. Si sono presentati a questa partita con solo una parte della rosa a disposizione. Era un’amichevole in cui serviva esclusivamente mettere un po’ di carburante nelle gambe. Ma la strada rimane molto lunga e il mercato della Juve non è ancora partito: occorre comprendere chi farà le valigie e chi arriverà alla Continassa».

È fiducioso?
«Lo sono per le persone che, questa estate, sono entrate in società a livello dirigenziale. Resto convinto che faranno un ottimo lavoro sul mercato».