Tutti uniti per salvare il cane Pongo: “Cibo esaurito nei pet-shop”

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Fano abbraccia il meticcio ridotto a scheletro dalla padrona, i volontari ringraziano la città: “Commovente”

Il cane Pongo ora sta recuperando

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Fano, 3 agosto 2026 – Prima il dolore, poi la rabbia e le offese social. Infine, l’abbraccio di un’intera città. È questa la storia che Fano ha scritto nelle ultime ventiquattr’ore attorno a Pongo, il meticcio simil dogo salvato in extremis dopo essere stato trovato in condizioni gravissime in un appartamento del quartiere Fano 2. La notizia della denuncia per maltrattamento nei confronti della donna che lo aveva adottato ha fatto rapidamente il giro della città.

La rabbia corre sui social network

Molti commenti durissimi. In tanti, pur con tutti i distinguo necessari e nel rispetto del procedimento penale in corso, hanno ricordatola vicenda della piccola Diana Pifferi: storie profondamente diverse, accomunate però dall’immagine di un essere vivente completamente dipendente da chi avrebbe dovuto proteggerlo e lasciato invece ad affrontare una lenta agonia. Dai commenti è emersa anche un’altra riflessione condivisa da molti lettori: uno stato di denutrizione tanto grave difficilmente può essersi sviluppato nei pochi giorni di assenza della donna. Un’impressione che trova riscontro nella valutazione dei veterinari, secondo i quali Pongo non riceveva un’alimentazione adeguata da almeno un mese.

Dalla rabbia alla solidarietà: pet shop presi d’assalto

Ma accanto all’indignazione è accaduto qualcosa di inaspettato. La risposta di Fano non si è fermata alle parole. Si è trasformata in un gesto concreto.

I pet shop della città sono stati letteralmente presi d’assalto da cittadini decisi ad acquistare il cibo speciale di cui Pongo ha bisogno per affrontare la lunga riabilitazione. Tanto che, in poche ore, le scorte sono andate esaurite.

La custode giudiziaria: “Moto di affetto che ci ha commossi”

“Abbiamo ricevuto telefonate quasi incredule, perfino concitate, da parte dei commessi – racconta Cecilia Tornimbeni, presidente di Melampo e custode giudiziaria di Pongo –. Il prodotto che avevamo indicato era terminato, non riuscivano più a soddisfare tutte le richieste”. Una scena che ha profondamente colpito anche i volontari. “Ieri a Fano c’era un caldo infernale. Ma in tanti sono usciti di casa per cercare il cibo di Pongo, passando da un negozio all’altro. Come se tutta la città avesse sentito il bisogno di stringersi intorno a lui”. “Siamo ancora profondamente provati – prosegue Tornimbeni –. Ma questo enorme moto di affetto ci ha travolti e commossi. Davanti a tutto il male che Pongo ha dovuto sopportare, Fano ha scelto di rispondere con l’esatto contrario: con la cura, con la premura, con l’amore”. Un’ondata di solidarietà che ha commosso tutti. 

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