Uccisa a Ferragosto, lo straziante saluto a Maria. Il parroco: «Non giudicate»

Il silenzio assordante di piazza San Modesto, nel cuore del rione Libertà è interrotto dal suono delle campane. Rintocchi pesanti che “annunciano” l’arrivo del feretro di Maria D’Alessandro, la 76enne uccisa a coltellate dal marito coetaneo Faustino Cardillo nel primo pomeriggio di Ferragosto, nella loro villetta di Pastene, frazione di Sant’Angelo a Cupolo. Ieri mattina la chiesa di San Modesto era gremita per l’ultimo saluto alla donna. Familiari, amici, conoscenti ma anche tanti residenti del quartiere si stringono attorno ai due figli, uniti nel ricordo di Maria, conosciuta non solo in città ma anche in diversi centri dell’hinterland beneventano, dove aveva lavorato come dipendente delle Poste.

«Persona educata e gentile», ripete una signora che conosceva la vittima. Una tragedia che continua a porre interrogativi, arrivata senza, almeno in apparenza, conflitti che la precedessero. In chiesa, oltre ai figli della coppia, c’era anche l’avvocato Marcello D’Auria, avvocato di Cardillo, che resta attualmente detenuto presso la casa circondariale di contrada Capodimonte, dopo aver tentato il suicidio. Intanto resta il dolore. Don Leonardo, durante l’omelia, parla della difficoltà di trovare le parole davanti a una sofferenza tanto grande. «È un’impresa cercare le parole per consolare un’enorme sofferenza», dice, richiamando la partecipazione dell’intero rione a quella che definisce «una tragedia». Poi il messaggio ai figli: «Non scoraggiatevi, non perdete la fiducia e permettete a Dio di parlare al vostro cuore». E infine l’invito a sospendere ogni giudizio: «Io ho paura di chi giudica. Il mondo è pieno di gente che ha soluzioni facili per questioni complesse».

Uccisa a Ferragosto nel Beneventano, svolti oggi i funerali di Maria D'Alessandro al Rione Libertà

Fuori dalla chiesa resta una comunità ferita. Intanto sul fronte giudiziario l’inchiesta deve fare i conti soprattutto con una domanda: che cosa è accaduto nella mente di un uomo che, secondo il suo stesso racconto, non avrebbe avuto intenzione di uccidere la moglie? Cardillo avrebbe parlato anche di un disagio psicologico manifestatosi nell’ultimo periodo, legato alle preoccupazioni per la gestione delle sue proprietà. Elementi che dovranno essere verificati e collocati all’interno di un quadro più ampio. Per questo l'avvocato difensore ha indicato la necessità di una valutazione psichiatrica per accertare se vi siano elementi compatibili con il blackout psicologico descritto durante gli interrogatori e quale fosse, al momento del delitto, la sua capacità di intendere e di volere. E sullo sfondo le domande di un omicidio che, per ora, non trova una spiegazione semplice. Le risposte dovranno arrivare dall’inchiesta e dagli accertamenti sulla condizione psicologica di Faustino. Non dai giudizi sommari, né da quelle parole avventate affidate ai social nei giorni scorsi. Perché in una tragedia come questa, prima ancora delle risposte, resta una vita spezzata.