Un ex supermercato in usufrutto alla biblioteca Satta  - L'Unione Sarda.it

Viale della Resistenza.

25 luglio 2026 alle 00:40

Un nuovo immobile per la biblioteca Satta dove far fiorire un polo per la cultura. La famiglia Piras, di Nuoro, ha scelto di trasformare un bene privato in uno spazio aperto alla collettività. Lo ha fatto con la donazione gratuita (usufrutto trentennale) alla Fondazione per la pubblica lettura “Sebastiano Satta” dell’immobile ex Standa, circa 700 metri quadrati in via della Resistenza. L'atto è stato formalizzato il 23 luglio da Bruno Piras a nome della famiglia e avrà la funzione di incentivare e promuovere le attività culturali, e estendere la presenza della biblioteca Satta oltre la sede principale, e la sezione sarda, nel centro cittadino.

La donazione è dedicata alla memoria dei fratelli Antonio e Sandra Piras. «Con questa donazione desideriamo mantenere vivo il ricordo di Antonio e Sandra attraverso un'iniziativa che guarda al futuro - dice Bruno Piras -. Siamo convinti che investire nella cultura significhi investire nella crescita della comunità e delle nuove generazioni. Ci auguriamo che questo immobile possa diventare uno spazio aperto, dinamico e inclusivo, capace di ospitare attività, incontri e progetti al servizio dei cittadini».

Alla sottoscrizione dell'atto era presente la presidente della Fondazione, Alessandra Corrias, che ha espresso il ringraziamento del consiglio di amministrazione. «Il gesto della famiglia Piras rappresenta un'importante testimonianza di fiducia nei confronti della Fondazione e della sua missione istituzionale, oltre a costituire una preziosa opportunità per ampliare e qualificare l'offerta culturale rivolta al territorio», afferma Corrias. Con l'immobile, l'obiettivo è quelli di incrementare la partecipazione e ottenere maggiori stimoli culturali rivolti ai cittadini di tutte le età. «Con questo atto di liberalità - aggiunge Corrias - la famiglia Piras trasforma un bene privato in una risorsa condivisa, lasciando un segno concreto a beneficio della collettività. Un esempio di come la memoria possa diventare patrimonio vivo, capace di generare nuove opportunità di incontro, conoscenza e crescita culturale».

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