Il racconto di un lettore: "Mi ha telefonato un finto comandante dell'Arma e mi ha passato un sedicente procuratore. Volevano i miei dati e filmare l'oro in mio possesso"

“Pronto, sono il comandante dei Carabinieri di Varese”. È iniziato così un tentativo di truffa avvenuto ieri – sabato 22 – ai danni di un nostro lettore che, scampato il pericolo, ha raccontato in una lettera la sua esperienza in modo da mettere in guardia le persone che dovessero trovarsi nella stessa situazione.
Il sedicente ufficiale dell’Arma era affiancato da un altrettanto finto “procuratore”: i due hanno prima chiesto al nostro lettore di presentarsi in caserma (a Varese) con la scusa di una rapina effettuata con una vettura intestata alla vittima. Dopo avere rassicurato quest’ultima («Le hanno clonato i documenti, sappiamo che lei è una brava persona») e sfumata la possibilità che potesse lasciare libera la casa, il finto comandante ha chiesto di preparare l’oro custodito in casa: avrebbero mandato una delegata per verificare che non fosse quello rubato nella rapina. Le richieste sono proseguite con una successiva telefonata, ma per fortuna la vittima designata è riuscita ad avvisare i veri Carabinieri e ad avere la certezza che le chiamate facessero parte di una truffa. Ecco, di seguito, la lettera integrale.
Cara redazione,
desidero mettere a conoscenza e in allerta le persone di come oggi abbiano cercato di truffarmi spacciandosi per i carabinieri di Varese.
Questo pomeriggio nella calma più assoluta di agosto, ero tranquillamente sul divano a guardarmi la nazionale di volley femminile impegnata agli europei, quando mi suona il telefono (chiamata privata) e dall’altra parte un signore si è presentato come il comandante dei carabinieri di Varese, dicendomi che erano riusciti a clonarmi i documenti e che era stata fatta una rapina in una gioielleria con una macchina intestata a me. Mi è stato detto che avrei dovuto presentarmi con urgenza in via Saffi 55 a Varese, per la testimonianza che con la rapina non c’entravo nulla.
Il presunto comandante, mi ha detto che hanno controllato e risulta che sono una brava persona priva di ogni reato un cittadino modello. Però, ho chiesto se non potessi andare in un altro momento, perché non abitando a Varese ci avrei messo molto tempo. Allora il “comandante” si è mostrato gentile e ha detto per la gravità della situazione, potevamo fare anche la procedura per telefono e che la telefonata era registrata, e per poter fare la pratica mi avrebbe passato il procuratore. Così facendo, mi hanno tenuto il telefono fisso e il cellulare sotto controllo dicendomi che non potevo attaccare e che la cosa era seria. A quel punto, il “procuratore” ha cominciato a chiedermi di preparare l’oro che la delegata sarebbe arrivata a filmarlo per vedere se combaciava con la refurtiva della rapina in gioielleria, precedentemente mi è stato anche chiesto se avevo attrezzi per lo scasso in casa e cose del genere che se noi cittadini diamo una mano riuscirebbero a essere più efficaci nel prendere i rapinatori.
Devo dire, che in quella situazione non è semplice restare lucidi anche se ho cercato di restare il più calmo possibile, ho in qualche modo chiuso entrambi i telefoni (cell. e fisso) ma subito dopo mi hanno chiamato di nuovo avvisandomi che non potevo mettere giù i telefoni perchè erano sotto controllo. A quel punto il procuratore ha cominciato a farmi domande anche sul conto in banca, allora gli ho detto che non capivo cosa c’entrasse il conto in banca (fate attenzione): mi ha risposto che era per una questione di tutela del conto, al che gli ho risposto che non ero disposto a dire in quale banca ho il conto e ne tanto meno l’Iban. Volevano sapere anche quanti soldi ho nel conto e i soldi che avevo in casa.
In qualche modo, sono riuscito a contattare i carabinieri – quelli veri – e mi hanno detto che ai miei danni stanno facendo una truffa, a quel punto ho detto al “procuratore” che era una truffa e sono stato assalito dicendomi come mi permettevo di mettere in dubbio che avevo a che fare con il comandante dei carabinieri e un procuratore. Nella mia testa, avevo già in mente di aspettare la delegata che sarebbe dovuta venire a casa mia a fare il video dell’oro in mio possesso. In un certo senso, mi è dispiaciuto dire al bravo procuratore che stava compiendo una truffa, ormai è andata così. Ovviamente la delegata si è persa per strada.
Racconto questo fatto perché in un certo modo ho saputo difendermi, ma, fate attenzione specialmente a chi è solo in casa ed è anziano, perché gestire con lucidità una cosa del genere, che ti piomba addosso all’improvviso non è semplice.
P.S. l’oro in casa mia è realmente pochissimo e non ne vale la pena venirlo a prendere.
Cordiali Saluti
Massimo
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