Villa Panza a Varese sperimenta il museo inclusivo, parte il progetto Include - Id

La dimora varesina sarà uno degli ambiti italiani di sperimentazione di INCLUDE-ID, progetto finanziato con quasi 3,4 milioni di euro dal programma Horizon Europe

Villa Panza

Villa Panza di Varese sarà uno dei luoghi italiani coinvolti nella sperimentazione di Include-id, progetto europeo nato per favorire la partecipazione e la fruizione delle istituzioni culturali da parte delle persone con disabilità intellettiva.

L’iniziativa, coordinata dall’IRCCS Eugenio Medea dell’Associazione La Nostra Famiglia, ha ottenuto un finanziamento di 3.398.987 euro nell’ambito del programma Horizon Europe. Il progetto durerà quattro anni e riunirà dieci partner di sette Paesi: Italia, Svizzera, Regno Unito, Norvegia, Austria, Germania e Belgio.

Tra i partner italiani figura L’abilità ETS, associazione che porterà nel progetto l’esperienza maturata con “Museo per tutti”. Il programma, avviato nel 2015, lavora per rendere musei e luoghi della cultura accessibili alle persone con disabilità intellettiva attraverso strumenti e modalità di visita pensati per facilitare la comprensione, l’orientamento e la partecipazione.

In oltre dieci anni “Museo per tutti” ha raggiunto 55 istituzioni culturali italiane. Include-Id consentirà ora di condividere queste metodologie a livello europeo, mettendole a confronto con le competenze di ricercatori, professionisti e istituzioni di diversi Paesi.

Oltre a Villa Panza, gli ambiti italiani della sperimentazione saranno la Fondazione Luigi Rovati di Milano e Palazzo Moroni di Bergamo. In Lombardia il progetto potrebbe coinvolgere migliaia di bambini, tra i quali centinaia con disabilità intellettiva, insieme alle famiglie e alle scuole.

«Museo per tutti si impegna ogni giorno perché la cultura e la bellezza siano un diritto condiviso – afferma Laura Borghetto, fondatrice e direttrice generale di L’abilità ETS –. Grazie a Include-Id porteremo la nostra esperienza in una rete europea, entrando in dialogo con competenze scientifiche, educative e tecnologiche internazionali».

Il progetto si svilupperà lungo cinque direttrici: le persone e le famiglie, le reti del patrimonio culturale, il design inclusivo, la tecnologia e l’etica, oltre alle politiche pubbliche. Un ruolo importante sarà affidato anche alle tecnologie digitali e all’intelligenza artificiale, che saranno progettate partendo dagli interessi e dai bisogni delle persone coinvolte.

La sperimentazione avrà anche una dimensione formativa e professionale. A Cardiff, in Galles, alcuni giovani con disabilità intellettiva seguiranno infatti un percorso per diventare guide e mediatori culturali al National Botanic Garden of Wales.

Al progetto partecipa anche la Presidenza del Consiglio dei ministri attraverso il Ministero per le Disabilità. La rete comprende inoltre la Supsi, l’Università di Cardiff, la Norwegian University of Science and Technology, Immanence, EIDD, la Stiftung Preussischer Kulturbesitz e The Lisbon Council.

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