VENEZIA - Stava percorrendo il tratto lungo Strada Nova, in direzione campo San Luca, con in borsa alcune migliaia di euro da depositare in banca. Lungo la via, a passo svelto, per errore ha urtato la mano di una turista cinese che era a sua volta circondata da un gruppo numeroso di altri viaggiatori. La classica comitiva. La reazione è stata inaspettata e, soprattutto, violenta. Due turisti sudamericani hanno prima colpito la giovane lavoratrice veneziana con un cappello, poi l’hanno spinta al muro e alla fine l’hanno riempita di calci. Quando alla fine è riuscita a chiamare i carabinieri, i due sono spariti. Il fatto è successo ieri e la vittima è Agnese Amadio, una trentottenne veneziana, impiegata in un negozio di Strada Nova e finita al centro di un video in cui si assiste ad un vero e proprio linciaggio su strada.
Il racconto: «La reazione è stata brutale. Hanno puntato il telefono per farmi il video»
«Mi sono incamminata dal luogo dove lavoro verso campo San Luca – spiega la trentottenne Agnese, ancora turbata per quanto successo solo poche ore prima, lunedì 21 settembre alle 13 – Avevo dei soldi dentro alla borsa e dovevo andare in banca per caricarli in una carta. Erano circa tremila euro in contanti e, proprio per il timore di venir borseggiata io stessa, ho camminato a passo spedito. Ad un certo punto, all’altezza di calle dei Fabbri, sono finita nella calca, molto vicina ad un numeroso gruppo di turisti. Solo a posteriori mi sono resa conto da dove sia nata tutta la vicenda – continua a raccontare la donna – Ad un certo punto credo di aver inavvertitamente urtato la mano di una delle turiste con la borsa. La reazione è stata brutale. Una di loro ha cominciato a gridare a gran voce “Attenzione pick-pocket” e tutti si sono girati. Dal gruppo si sono staccati due stranieri, parlavano in spagnolo. Io in quel momento avevo le cuffie, ho capito poco. Ad un certo punto ho sentito un colpo forte alla testa, uno dei due mi aveva lanciato il cappello contro – racconta Agnese – Mi sono girata e mi hanno assalita, lui e la compagna. Mi hanno spinta al muro mentre continuavano ad insultarmi e ad accusarmi di essere una borseggiatrice. Io ovviamente mi sono difesa, a parole, ho cercato di spiegare, ma non era possibile. Il suo volto era a pochi centimetri dal mio e non mi lasciava lo spazio di parlare, non mi lasciava nemmeno lo spazio per muovermi. Alla fine ho provato ad allontanarlo con le mani e mi ha tirato due calci alle gambe – continua il racconto la trentottenne – Mi hanno persino puntato il telefono addosso per farmi il video, quello classico che ormai va di moda fare. Mi davano della ladra e sostenevano che io mi stessi approfittando della situazione per via del fatto che non parlavano l’italiano. Ma io in italiano ho solo detto di essere una cittadina veneziana – prosegue la vittima – Ad un certo punto si sono messi in mezzo altri lavoratori e due turisti americani che mi hanno aiutata, per fortuna. Io ho fatto in tempo a chiamare i carabinieri e quando i miei due aggressori hanno capito che avevo chiesto l’intervento delle forze di polizia, allora se ne sono subito andati. Io però li ho seguiti, speravo che i carabinieri li trovassero ancora sul posto – continua la trentottenne veneziana – Ad un certo punto ho lasciato perdere e sono andata a depositare i soldi, peraltro con il concreto timore di venir borseggiata io stessa – Io non posso credere ai miei ricordi, non posso credere di aver subito un tale linciaggio. Domani (oggi, ndr) farò la denuncia, sperando che possa servire a qualcosa, ma tutti si sono volatilizzati. Sono sconvolta e turbata».