Vertenza rifiuti, Cgil e Cisl all’attacco  - L'Unione Sarda.it

E-Comune.

17 luglio 2026 alle 00:30

Sindacati in rivolta: un bagno per 80 lavoratori, notturni non pagati da anni 

Un solo bagno per circa 80 operatori, cinque anni di lavoro notturno ancora da liquidare ai dipendenti che hanno aderito alla procedura di raffreddamento in Prefettura. Ora spuntano dubbi sulla gestione dei costi del servizio rifiuti e sull’impatto della Tari. A Nuoro si intrecciano le criticità sollevate dai sindacati e le perplessità politiche della maggioranza consiliare rappresentata dai Riformisti.

La vertenza

Fit Cisl e Fp Cgil attaccano E-Comune, società in house del Comune, affidataria del servizio di igiene urbana. Secondo i segretari territoriali Simone Porcheddu e Pierpaolo Arghittu, le spiegazioni fornite dall’azienda non avrebbero risolto le criticità denunciate dai lavoratori: «Non si smentiscono i problemi segnalati ma confermano che alcune questioni restano aperte». Al centro della contestazione le condizioni organizzative e logistiche dei dipendenti: dagli spazi a disposizione fino ai servizi igienici, con la denuncia di una situazione ritenuta non adeguata per una società pubblica. I sindacati chiedono inoltre maggiore chiarezza sulle procedure interne e sulle selezioni aziendali. «La pubblicazione di un avviso non è sufficiente a garantire trasparenza - dicono Porcheddu e Arghittu - servono criteri chiari, atti verificabili, punteggi e verbali che consentano di ricostruire le decisioni assunte». Altro nodo il lavoro notturno. Per Cgil e Cisl non può essere chiesto ai lavoratori di dimostrare ore e turnazioni che risultano già nella disponibilità dell’azienda. «Sia la società a produrre la documentazione e ad aprire un confronto lavoratore per lavoratore». La vertenza potrebbe sfociare in un contenzioso legale. Eventualità che per i sindacati avrebbe conseguenze economiche più pesanti per società e nuoresi.

Le tariffe

Sulla Tari irrompono i Riformisti: intervengono sul Piano economico finanziario e sulle bollette. Evidenziano come il metodo di calcolo della Tari sia regolato da Arera: il sistema nasce per introdurre controlli, limiti agli aumenti tariffari e maggiore trasparenza, ma richiede una valutazione politica più approfondita. «Non è stato soddisfacente il livello del dibattito consiliare su un tema che incide direttamente sulle tasche dei cittadini», dicono i Riformisti, secondo cui occorrerebbe più chiarezza sul rapporto tra costi del servizio, risultati e qualità della raccolta.

Il nodo principale è la raccolta differenziata: i Riformisti chiedono di capire perché, a fronte dei risultati dichiarati, non si registrino riduzioni della Tari. «Chi beneficia delle economie generate dalla raccolta differenziata? Non si può ricondurre tutto automaticamente all’aumento dei costi», sottolineano. Nel mirino anche la gestione di E-Comune con la richiesta di verificare costi operativi, investimenti, consulenze e rapporto tra Comune e società: «Le società in house possono rappresentare uno strumento utile, ma richiedono una verifica costante di obiettivi, risultati e qualità del servizio».

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