Una app per prevenire gli incendi e stanare i piromani. Il Parco Nazionale del Vesuvio aggiunge un altro tassello al sistema di prevenzione anti-roghi. E lo fa con la creazione di un innovativo sistema di mappe digitali nato per supportare il lavoro sul campo dei carabinieri forestali.
Il progetto, promosso nell’ambito della campagna antiincendio boschivo 2026 è stato sviluppato dal personale tecnico dell’ente Parco. L’app, alla quale sarà possibile collegarsi da remoto tramite tablet e smartphone (anche senza connessione a internet) consentirà agli operatori di individuare in ogni momento la propria posizione e segnalare in tempo reale i pericoli. Un modo per avere una visione costante del territorio e arginare, prima che sia troppo tardi, possibili emergenze.
Il sistema
Il sistema si basa su una tecnologia open source (gratuita e condivisa) chiamata QGIS, abbinata a un archivio digitale con tutte le informazioni sul territorio del Parco: confini, aree protette, vincoli ambientali, rischio di frane e alluvioni, boschi e sentieri. Al servizio dell’app anche le mappe ufficiali dell’istituto Geografico Militare e immagini satellitari in grado di fornire una visione completa e sempre aggiornata di strade, infrastrutture e aree boschive.
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Prevenzione e tecnologia che s’intrecciano in un progetto, tutt’ora in fase sperimentale, che potrebbe a breve essere esteso anche ai vigili del fuoco dei presidi antincendio di Ercolano e Terzigno, due delle città maggiormente a rischio sotto questo profilo. Un progetto che dimostra come la «salvaguardia del Vesuvio passi anche dall’innovazione», come sottolinea il presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca.
Il presidente
«La prevenzione rappresenta la prima e più efficace forma di tutela del nostro patrimonio naturale – le parole di De Luca- Investire in tecnologie innovative significa mettere gli operatori nelle condizioni di conoscere il territorio in maniera sempre più puntuale, migliorare il coordinamento tra le istituzioni e rendere più tempestivi ed efficaci gli interventi. Questo progetto testimonia la capacità di sviluppare soluzioni concrete attraverso le competenze del proprio personale tecnico e di metterle a disposizione di tutti i soggetti impegnati quotidianamente nella difesa del Vesuvio. La salvaguardia del Parco passa anche dall'innovazione, dalla condivisione delle informazioni e dal lavoro di squadra tra tutte le amministrazioni coinvolte».
Il summit
L’avvio del progetto arriva a poche settimane dal summit sull’emergenza roghi nella zona vesuviana che ha visto protagonisti il presidente del Parco e il Prefetto di Napoli, Michele di Bari.
Un tavolo tecnico nato proprio per gettare le basi di una sinergia che ha al centro la lotta ai roghi e agli sversamenti illeciti di rifiuti. Due fenomeni spesso collegati tra loro che nel periodo estivo raggiungono picchi preoccupanti.
Negli occhi ci sono ancora le immagini dei terribili incendi che nell’estate del 2017 hanno devastato il Parco Nazionale, spazzando via ettari di vegetazione vulcanica. E poi i roghi che negli ultimi mesi sono divampati in diverse città della zona vesuviana, a conferma di un’emergenza sempre attuale come dimostrano anche le numerose denunce per incendi di rifiuti nell’area a ridosso del Parco.
La Regione Campania, per far fronte al rischio di nuove catastrofi, ha rafforzato le squadre dei pompieri presenti sul territorio estendendo la copertura nelle provincie di Napoli, Caserta e Salerno. Lo scorso anno, sul territorio regionale, sono stati circa 7.500 gli incendi boschivi registrati. Incendi spesso di origine dolosa.