Il presidente di Mms, risponde al deputato di FdI: «Noi abbiamo finanziato opere»

di Francesco Pierucci
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venerdì 11 settembre 2026, 03:00
PESARO Questo è il falò più lungo dell’estate. A Villa Fastiggi la nostra Temptation Island ha trovato il set perfetto e sotto la Casa del Popolo il confronto regala emozioni, di quelle vere.
La rivelazione
Luca Ceriscioli non usa mezzi termini e nemmeno preamboli: «I fratelli Baldelli hanno un grande desiderio, sì chiama Pesaro, vorrebbero mettere le mani sulla città, ma è solo un desiderio di potere, perché è evidente che non la conoscono».
First reaction: niente di nuovo dal fronte occidentale, le voci girano e l’obiettivo politico non è mai stato nascosto da Fratelli d’Italia, ricordato dal centrodestra alle ultime provinciale (la genesi dei nostri falò Ndr). Ma come una bottiglia di Bianchello appena stappata, la fiamma del falò spinge le parole: «La forza della città è stata sempre quella di unire sviluppo economico e giustizia sociale, infrastrutture e servizi, innovazione e qualità della vita». Una prefazione veltroniana prima di un romanzo.
Insomma, questa è sfida infatti: «Un esempio è Marche Multiservizi, nata da un'iniziativa del sindaco Giovanelli, consapevole che una società in house non sarebbe stata in grado di affrontare le sfide future». E il nodo vendita: «Con i proventi sono state finanziate infrastrutture e servizi» tra questi «l’interquartieri, nuovi asili nido e il potenziamento della residenza protetta che raddoppiò i posti. L’azienda creata ha svolto al meglio il proprio compito: offerto servizi di qualità, triplicato la raccolta differenziata, sviluppato 250 milioni di investimenti solo nell’idrico, dato occupazione stabile e prodotto utili». Mentre sui dividendi l’ex governatore della Regione Marche aggiunge: «Durante il mio mandato da sindaco lo Stato chiedeva di accantonare mediamente 5 milioni di euro tutti gli anni per il patto di stabilità, fondi che hanno permesso ai vari governi di fare spesa, può chiedere a chi governava come gli hanno spesi, e l’acquedotto aveva 20 anni e non avrebbe avuto senso rifare una struttura con almeno altri 30 anni di vita utile. Ma il punto vero è che gli utili sono dei cittadini di Pesaro e non sì capisce perché l’acquedotto invece di essere sostenuto da tutti, come gli altri investimenti, dovrebbe essere pagato solo dai pesaresi».
Gli investimenti
«Onorevole, se l’Aato lo inserirà fra gli investimenti prioritari, una azienda che ha investito 250 milioni non ha problemi a investirne 30. Come ho spiegato un mese fa, la differenza con i fondi Pniissi è che questi ultimi non ricadono sulle tariffe. Allora sì impegni per davvero a favore del territorio perché l’acquedotto non serve solo Pesaro, facendo finanziare dal governo il completamento dell’investimento».
Il falò si riaccende
La fiamma finale al falò Ceriscioli la lancia con l’ultimo sorso di Bianchello: «La ringrazio per il complimento che mi ha fatto, trasmettendo l’idea che il mio modo di fare politica basato sulla concretezza, la fedeltà ai valori e la veridicità delle affermazioni la infastidisca. Questa opportunità è garantita dalla Costituzione, quella che non vi piace e avete provato a cambiare, contro la magistratura, per toglierci un pò di libertà, quella conquistata il 25 aprile». Ci vediamo presto, dalla Piccola Russia, isola del dissing, terra rosso comunista e set della Temptation Island nostrana.
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