TREVISO «Chiedere il rispetto dei patti non è un atto di guerra». Luigi Garofalo, presidente di Fondazione Cassamarca, inquadra così il confronto avviato con Provincia e Comune di Treviso. Non sarà una "guerra", ma di certo ha incendiato gli animi, per esempio in Provincia dove è arrivata la richiesta di pagare un milione di euro. Ieri mattina al Sant'Artemio il presidente della Provincia Marco Donadel ha convocato una riunione urgente con tutti i dirigenti per esaminare la situazione che si sta creando con Ca' Spineda, che vuole il milione previsto per i lavori di manutenzione e le spese sostenute prima di restituire villa Franchetti. Nella convenzione firmata nel 2022 si parla del milione, in effetti, ma per i dirigenti della Provincia non è così chiaro l'obbligo di dover dare tutti quei soldi. Anzi: anche il fatto stesso di doverli corrispondere è tutta da vedere. Se la questione non verrà appianata con un accordo, il ricorso al Tribunale pare inevitabile.
Intanto Donadel getta acqua sul fuoco e parla di approfondimenti in corso: «Per definire al meglio il quadro della questione relativa a Villa Franchetti, gli Uffici della Provincia sono già al lavoro per tutti gli approfondimenti e le verifiche necessarie. Al momento non possiamo fornire ulteriori dettagli, che naturalmente è nostra premura chiarire insieme a Fondazione stessa, con un approccio e uno spirito assolutamente aperti al confronto». Stessa riunione è stata fatta ieri a Ca' Sugana, a cui Fondazione ha chiesto invece di regolarizzare il passaggio di proprietà dell'immobile da 1200 metri quadrati inserito nella cittadella dell'Appiani, da anni utilizzato per ospitare gli uffici dei Lavori Pubblici e ceduto gratuitamente al Comune nell'ambito del Risiko immobiliare. Passaggio mai stato formalizzato con la conseguenza che Fondazione ha continuato a pagare gli oneri. E adesso potrebbe chiedere un sostanzioso rimborso.
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Il Comune
Da Ca' Sugana però replicano seccamente di aver rispettato tutti gli accordi: «Il Comune precisa di aver esercitato già nella primavera del 2021, entro i termini previsti, l'opzione per l'acquisto della porzione di circa 1.200 metri quadrati di proprietà di Ca' Spineda S.r.l., società controllata da Fondazione Cassamarca, in esecuzione del contratto stipulato il 25 luglio 2018. Il Comune ha dunque manifestato formalmente da oltre cinque anni la volontà di acquisire l'immobile. Il trasferimento prevedeva infatti che il bene fosse libero da ipoteche: già nell'aprile 2021 l'ente aveva richiesto alla proprietà di procedere alla relativa cancellazione, adempimento completato all'inizio del 2022».
Le ipoteche era quelle legate al maxi debito da 200 milioni di euro che Fondazione aveva con Unicredit e che Garofalo è riuscito a rinegoziare e azzerare. «Negli anni successivi - continuano da Ca' Sugana - sono quindi proseguite le interlocuzioni tra le parti, con ulteriori comunicazioni del Comune nel 2023 e nel 2024 finalizzate a dare seguito agli accordi e a perfezionare il trasferimento. Fondazione Cassamarca e Ca' Spineda hanno confermato la propria disponibilità al trasferimento collegandone tuttavia il perfezionamento alla definizione dei rapporti con la Provincia di Treviso, rispetto ai quali Ca' Sugana è da considerarsi estranea. Gli uffici comunali hanno già preso contatti nel luglio scorso con un notaio e nel corso di settembre verrà inviata una nuova comunicazione a Fondazione Cassamarca e Ca' Spineda, con l'obiettivo di fissare quanto prima il passaggio di proprietà».
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Il Pd
Intanto il gruppo del Pd in consiglio provinciale si fa sentire. Ieri i consiglieri Antonella Tocchetto, Pietro Dal Zotto e Giulia Zangrando hanno presentato un'interpellanza urgente chiedendo varie cose relative al milione di euro in ballo tra cui «Quali sono gli atti, le convenzioni, gli accordi o altri titoli giuridici sui quali si fonda la richiesta; quali costi siano stati effettivamente sostenuti da Fondazione e quali siano documentabili; quali eventuali ricavi, contributi, finanziamenti o altre entrate siano stati percepiti durante il periodo di gestione della Fondazione; quali obblighi di manutenzione, conservazione e valorizzazione del compendio Villa Franchetti fossero posti a carico dei diversi soggetti coinvolti; se esiste una valutazione tecnica e giuridica indipendente circa la fondatezza e l'ammontare della pretesa; se la richiesta di Fondazione Cassamarca è frutto di transazione, accordo, riconoscimento che possa incidere sulla posizione dell'ente Provincia».