
Giovanni Tamburi, 16 anni, morto nel rogo del locale Le Constellation, e il padre Giuseppe
Bologna, 29 agosto 2026 - Il villaggio per senzatetto nel nome di Giovanni Tamburi si farà. Ma non nella location di via Terracini, come stabilito all’inizio. I cittadini del Lazzaretto, infatti, hanno gridato ’no’ al piano per accogliere i senza fissa dimora che Giuseppe Tamburi, papà del 16enne rimasto ucciso a Crans-Montana, sognava di realizzare per il figlio che di nascosto, a Bologna, andava ad aiutare i più bisognosi. Una rivolta popolare che ha costretto i familiari di Tamburi e il Comune a trovare in fretta un altro posto per realizzare quel villaggio. “Un sogno nel nome di Giovanni, che non c’è più”. E, questa volta, la località resta top secret.
"Forse non hanno capito cosa vorremmo realizzare”
“Dispiace molto per come è andata”, le parole di Giuseppe Tamburi, che già nei primi tempi – quando girava voce che i residenti di via Terracini e dintorni non volessero saperne nulla del progetto – aveva spiegato: “Forse i cittadini non hanno capito che cosa vorremmo realizzare. Il mio progetto va proprio nella direzione contraria al degrado. Se vedessero il villaggio terminato, sono certo che la penserebbero in modo diverso, cambierebbero idea. La struttura che vorrei fare nascere nel nome di mio figlio è qualcosa di completamente differente dai container che c’erano prima”. Infatti, nel piano di Tamburi, ci sono i controlli, gli psicologi e gli educatori, e c’è la possibilità per gli ospiti di portare il cane.
Tutto è ripartito daccapo
Con la rivolta dei residenti, si è dovuto quindi ricominciare tutto daccapo. Ma continua la collaborazione di Tamburi con il Comune e ora, individuato il nuovo luogo nel quale fare sorgere il villaggio, si pensa ancora più in grande: se nel piano originario (di via Terracini) c’erano casette di legno con un piccolo patio, nel nuovo progetto sono previste case in muratura.
“A breve il Comune farà una gara – spiega Giuseppe Tamburi –, ci vorrà almeno un anno e mezzo, da quanto ho capito. Io avrei fatto tutto molto più velocemente, se avessi potuto, ma di mezzo c’è questa lentezza burocratica. E bisogna adeguarsi”.
Giovanni aiutava in segreto chi dormiva per strada
La famiglia aveva scoperto solo dopo la sua morte il segreto che Giovanni custodiva e che lo spingeva a portare cibo e aiuti a chi dormiva in strada. In particolare, si era legato con un ragazzo senzatetto che era solito fermarsi in una via del centro di Bologna e che con sé aveva sempre un cane. Una delle caratteristiche del progetto è proprio la possibilità di portare con sé il proprio animale, così da non essere costretti a separarsene durante la notte. Spesso, infatti, i senzatetto non sanno dove lasciare il cane e proprio per questo motivo si rifiutano di stare nelle strutture messe a disposizione dalle istituzioni. Quando Giuseppe ha scoperto il segreto del figlio, ha deciso di trasformare quel dolore senza fine in qualcosa di utile agli altri: nel nome di suo figlio.
Il padre è tornato davanti al locale della strage

Una foto tratta dagli atti dell'inchiesta sul bar Constellation di Crans Montana
E di recente Giuseppe Tamburi è tornato in Svizzera, sul luogo della tragedia. E ha trovato il coraggio di andare davanti al ’Le Constellation’, dove nell’incendio della notte di Capodanno sono rimasti uccisi 41 ragazzi. “Mia madre voleva tornare a Crans – racconta –, così siamo andati. Siamo stati lì una decina di giorni. Mi faceva piacere ritornare nel paese, ma non era semplice”. Davanti al locale andato a fuoco è stato allestito un piccolo memoriale dedicato alle vittime (poi andato a fuoco a febbraio, quando le fiamme hanno distrutto foto e ricordi lasciati lì). “Ci siamo andati – sottolinea Tamburi –. Cosa ho provato, lì davanti, non lo so dire, è difficile da spiegare. È stato qualcosa di talmente tanto intimo e forte... Un sentimento che non so descrivere”.
La situazione dei coniugi Moretti
Nel frattempo da oltre confine arrivano altre notizie sui coniugi Moretti, i titolari del locale Le Constellation: il marito Jacques è stato arrestato per avere picchiato la moglie Jessica. “Seguiamo tutto tramite il nostro avvocato – il commento di Tamburi –, ma cerchiamo di non entrarci. Noi andiamo avanti con la nostra battaglia, che è quella di ricordare Giovanni. E di rendergli omaggio nel modo più bello possibile”.