Pubblichiamo uno stralcio della lettera che gli editori Alessandro Amorese, Fiovo Bitti, Daniele Dell'Orco, Francesco Giubilei, Manuel Grillo e Michele Silenzi hanno inviato al presidente dell'Aie e ai vertici di Più Libri Più Liberi
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Gentili Presidenti, i sottoscritti editori ritengono doveroso chiedere un chiarimento pubblico sull’applicazione del regolamento di ammissione alla XXV edizione di Più Libri Più Liberi. La presente non nasce da una contestazione pregiudiziale né dalla tutela di interessi particolari, ma dall’esigenza di garantire trasparenza, parità di trattamento e certezza delle regole in una manifestazione che rappresenta la principale fiera nazionale della piccola e media editoria ed è sostenuta sia dagli editori partecipanti sia da risorse pubbliche.
Negli ultimi mesi il dibattito intorno alla manifestazione si è concentrato, giustamente, sul rispetto dei principi costituzionali, delle regole e della correttezza istituzionale. Proprio per questo riteniamo che il medesimo rigore debba essere applicato anche ai criteri di ammissione previsti dal regolamento. Secondo quanto dichiarato dal Presidente dell’Aie, Innocenzo Cipolletta, al Corriere della Sera, alcune domande sarebbero state respinte per la necessità di privilegiare gli «editori puri» e per la limitata disponibilità degli spazi.
Parallelamente, dai bilanci pubblici disponibili sembrerebbe emergere che alcuni editori ammessi alla manifestazione superino la soglia di fatturato prevista dal regolamento. Si tratta di una circostanza già segnalata anche dalla stampa e oggetto, negli anni, di osservazioni e polemiche pubbliche tra gli operatori del settore. Per questa ragione chiediamo che venga chiarito pubblicamente quali dati vengano utilizzati per verificare il rispetto del requisito relativo al fatturato, se il controllo avvenga sulla base dei bilanci pubblici disponibili oppure secondo altri criteri, se siano previste deroghe al limite di fatturato e, in caso affermativo, su quale base regolamentare vengano concesse, quale organo sia competente ad assumere tali decisioni e secondo quali criteri e come si concili l’eventuale ammissione di editori che superano il limite previsto dal regolamento con l’esclusione di altri editori indipendenti motivata dalla limitata disponibilità degli spazi.
Il tema non è nuovo. Già nel 2024 l’applicazione della soglia di fatturato aveva suscitato polemiche pubbliche e richieste di chiarimento. È inoltre significativo che uno dei maggiori editori indipendenti italiani, dopo quelle contestazioni, abbia ritenuto, a partire dallo scorso anno, che non sussistessero più le condizioni per partecipare alla manifestazione. Alla luce di tutto ciò, riteniamo indispensabile fugare qualsiasi dubbio sull’applicazione uniforme del regolamento. La credibilità di Più Libri Più Liberi si fonda sulla certezza che le regole siano uguali per tutti, senza eccezioni né trattamenti differenziati. (...
) Siamo certi che il Presidente dell’Aie, che nelle scorse settimane è intervenuto pubblicamente richiamando il rispetto delle regole, dei principi costituzionali e della correttezza istituzionale, vorrà farsi garante della massima trasparenza anche su questa vicenda.
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