Il suo vero nome non è mai stato reso noto, ma c'era la sua firma dietro la nascita del Gis, il gruppo di intervento speciale dei carabinieri, e dietro alcune delle operazioni più delicate degli ultimi decenni. È morto nella serata di domenica 19 luglio a 75 anni il comandante Alfa. Originario di Castelvetrano (Trapani) era considerato il carabiniere più decorato d'Italia.
La notizia della morte è stata diffusa sul suo profilo ufficiale su Instagram. "Ci lascia un uomo speciale, che ha saputo donare affetto, valori e ricordi che resteranno per sempre nel cuore di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e non solo", si legge.

Chi era il comandante Alfa
L'identità del comandante Alfa è sempre rimasta segreta. Ha contribuito alla nascita di uno dei gruppi di eccellenza dell'Arma dei carabinieri, destinato alle missioni ad alto rischio: liberazione di ostaggi, antiterrorismo, cattura dei latitanti più pericolosi. Il 29 dicembre 1980 con il Gis, intervenne per sedare la rivolta nel carcere di Trani. Partecipò a diverse missioni internazionali e a delicate operazioni, come la cattura degli esattori di Cesare Casella e la liberazione di Patrizia Tacchella. Si occupò del servizio di protezione del magistrato antimafia Nino Di Matteo, a Palermo nel 2003.
Negli ultimi anni, Alfa è stato istruttore al Gis e più tardi all'Ucis, l'Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale, terminando la sua carriera nell'Arma nel febbraio 2016 e proseguendo quella di istruttore, divulgatore e scrittore. Dopo il congedo ha scritto libri di grande successo (Cuore di rondine, Io vivo nell’ombra, Dietro il mephisto, Liberate gli ostaggi) e ha fondato l'Accademia comandante Alfa, dedicata alla formazione dei giovani e alla diffusione dei valori di legalità, disciplina e sacrificio.
Su Facebook il ricordo del sindaco di Castelvetrano, Giovanni Lentini: "Ho appreso con dispiacere della scomparsa del comandante Alfa, nostro concittadino. Tra i fondatori del Gis, il gruppo di intervento speciale dell'Arma dei carabinieri, ha dedicato la sua vita al servizio dello Stato, prendendo parte ad alcune delle più importanti operazioni contro il terrorismo e la criminalità organizzata. Un percorso vissuto sempre con grande riservatezza, coraggio e senso del dovere. Pur vivendo lontano da Castelvetrano, non ha mai dimenticato la sua città, rimanendo vicino alla comunità anche con gesti concreti di solidarietà, come il sostegno al nostro ospedale, e promuovendo costantemente i valori della legalità".