Piove sul bagnato nel fu distretto del bianco più forte d’Europa, Fabriano. Dopo Beko e il piano di tagli di Electrolux, che vuole chiudere lo stabilimento di Cerreto d’Esi (170 dipendenti), ecco la tegola Whirlpool: altri quaranta posti di lavoro a rischio. Dopo avere ceduto alla turca Arcelik il core business del bianco nel vecchio continente, dando vita alla newco Beko Europe, la multinazionale statunitense avrebbe infatti comunicato ai dipendenti, ingegneri elettronici, l’intenzione di smantellare anche l’ultima presenza in Italia, due centri di progettazione che danno lavoro a settanta persone.
Si tratta della Whirlpool Tecnology con due uffici: uno a Fabriano (l’ex Wrap ai tempi di Indesit), specializzato in elettronica sul lavaggio, e l’altro a Varese, concentrato sul cooking, che però non sarebbe chiuso. Nella comunicazione inviata dall’azienda, si parla di “possibilità”, ma tra i dipendenti di Fabriano c’è forte preoccupazione.
“È una scelta che contrastiamo, non era nel piano industriale – tuona il governatore Francesco Acquaroli –. Credo non sia giusto e serio operare così, non possiamo perdere continuamente asset produttivi. Occorre che l’Ue faccia scelte importanti per tutelare la produzione dell’elettrodomestico in Italia e in Europa, altrimenti subiremo danni non più riparabili”. “Scontiamo danni del passato, a partire dal nucleare – dice l’assessore regionale Giacomo Bugaro –. Eravamo i primi, oggi paghiamo l’energia il 30% in più, e noi siamo esposti. Il nostro è un sistema manifatturiero e le produzioni in serie, come quelle del bianco, soffrono i maggiori costi”. I sindacati hanno convocato per lunedì una assemblea con i dipendenti. “Whirlpool vuole riportare in Nord America la progettazione elettronica nell’ambito del lavaggio – scrivono –. L’operazione è molto grave, perché si tratta di posizioni di alte competenze, la cui soppressione porterebbe un impoverimento drammatico per il territorio”.
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