Cultura, valori e giovani: a Castronno il documentario sui 10 anni del Circolo Gagarin

Serata di confronto a Materia con i volontari dell'associazione 26x1: «Un luogo necessario per la provincia di Varese»

Generico 14 Sep 2026

Un racconto per immagini per ripercorrere i primi dieci anni di attività e guardare con entusiasmo alle sfide future. Si è tenuta nella serata di venerdì 18 settembre, negli spazi culturali di Materia a Castronno, la proiezione del documentario dedicato al Circolo Gagarin, storica realtà di aggregazione e cultura attiva a Busto Arsizio.

L’evento è stata un’occasione di incontro e confronto tra i fondatori, i volontari e i frequentatori dello spazio. Moderato dal giornalista Marco Tresca, il dibattito che ha seguito la proiezione ha toccato le fasi fondamentali della storia dell’associazione 26×1 e del circolo, con particolare attenzione alle dinamiche di crescita e all’essenziale passaggio di testimone tra generazioni.

Il documentario nasce dall’esigenza di fissare la memoria storica di un percorso ricco di iniziative, superando la carenza di materiale documentario accumulatasi nel tempo. A spiegare l’origine dell’opera è stato Giacomo, tra i coordinatori del progetto: «Il grosso delle riprese è stato fatto in sei mesi, insieme a del materiale d’archivio. Mettendoci a fare questo lavoro ci siamo resi conto che in questi dieci anni avevamo un buco di memorie fotografiche e video, perché eravamo veramente troppo presi dal mantenere la baracca funzionante».

Accanto al recupero della memoria, il documentario mette in luce il ricambio generazionale che ha garantito continuità e nuova energia alla struttura, specialmente nei momenti complessi legati alla pandemia e alle restrizioni. L’ingresso di nuovi giovani volontari nel direttivo ha permesso al circolo di rinnovarsi mantenendo salde le proprie radici.

Sul valore dell’ascolto e del coinvolgimento dei più giovani è intervenuta la vicepresidente Giada: «È stato fondamentale sentire che qualcuno di più grande credeva in noi e voleva sentire la voce di persone più giovani. È stato molto importante sentirsi rappresentati e vedere che qualcuno cercava di ascoltare la nostra voce».

Un aspetto emerso chiaramente durante la serata riguarda il sistema valoriale dell’associazione, basato sull’inclusione, sull’antifascismo e sulla gestione collettiva dello spazio, evitando forme di personalismo che potrebbero comprometterne la durata nel tempo.

L’altra vicepresidente ha evidenziato come l’impegno all’interno della struttura si traduca in un impatto positivo per l’intero territorio: «Questo è il fulcro del Gagarin: fare cultura che non è mai fine a se stessa, ma mossa da valori che muovono anche il ricambio generazionale. Nell’ultimo anno si è visto tanto entusiasmo e tantissimi nuovi volontari hanno scelto di investire il proprio tempo qui, dando nuova linfa a tutta la nostra attività».

Tra i momenti più significativi ricordati dal pubblico e dai responsabili figurano le numerose attività sociali svolte quotidianamente. Dalla scuola di italiano per stranieri e persone in situazione di marginalità, fino ai gruppi di lettura femminista e ai concerti dal vivo con artisti internazionali, la struttura si conferma un punto di riferimento fondamentale per Busto Arsizio e per tutta la provincia.

Il dibattito si è concluso con l’auspicio di rafforzare ulteriormente la rete tra le realtà culturali indipendenti dell’alto milanese e del varesotto, promuovendo la collaborazione e la condivisione di buone pratiche.

Leggi i commenti