30 luglio 2026, 07:25
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TORINO - Il paradosso di una Juventus che sta cambiando ma che, alla terza amichevole stagionale contro il Nizza, si presenterà ancora una volta molto simile alla versione di sé mostrata contro Basilea e Standard Liegi. Se fuori esplodono i fuochi d’artificio, all’interno delle mura del Training Center i rumori arrivano lontani e ovattati. E si continua a lavorare, ad alzare i ritmi, mettere benzina nelle gambe e spuntare una dopo l’altra le caselle del programma di preparazione precampionato. La squadra si è ritrovata ieri per una sessione mattutina di allenamento: esercizi di riscaldamento, corsa e poi partitelle ad alta intensità.
Le condizioni di Kenan Yildiz
Su un altro campo, intanto, Jonathan David iniziava il lavoro atletico per mettersi al pari con gli altri. Hanno lavorato parzialmente insieme ai compagni Yildiz e Zhegrova; buoni segnali per Luciano Spalletti, soprattutto per quel che riguarda il numero dieci. Il fastidio al ginocchio sinistro ogni tanto si ripresenta, un bastoncino tra ruote che adesso filano dritte verso la ricerca della miglior condizione. Il peggio sembra essere alle spalle, il riposo post Mondiale e il lavoro cucito addosso a Kenan sembrano aver portato i loro frutti. Difficile, molto difficile, che possa essere rischiato contro il Nizza, decisamente più semplice immaginare che possa viaggiare insieme alla squadra per la tournée ormai alle porte. D’altronde, c’è un valore che va oltre quello sportivo: viaggiare con o senza Yildiz fa tutta la differenza del mondo, per le comunità bianconere di Hong Kong e Perth e, di riflesso, per la Juventus stessa.
Come sta Thuram
Decisamente differente la situazione di Khephren Thuram che alterna le proprie giornate tra allenamenti differenziati e visite di controllo al ginocchio destro. Come confermato di recente da Spalletti, il francese è più indietro e, di certo, non è questo il momento della stagione dove prendersi degli inutili rischi. Per questo, non è da escludere che possa restare a Torino per proseguire il percorso di cura e riabilitazione per la sindrome femoro-rotulea.
Per il resto, ad oggi, il piano dei bianconeri è portare in tournèe il gruppo allargato, quello che in questi giorni lavora alla Continassa: dai giovani alle prime linee passando anche per gli esuberi che sono già coscienti di lasciare il club al ritorno da Perth.
C'è il test Nizza
Prima, però, un passo indietro. Domani alle 18 le porte del Training Center si aprono per media e tifosi invitati, in scena l’amichevole contro il Nizza. Dopo Basilea e Standard Liegi, Spalletti ricerca segnali e risposte, conferme o sorprese che poi porteranno inevitabilmente alle decisioni finali. Per questo, gli occhi restano puntati ancora una volta su Douglas Luiz, partito titolare nei primi due test match. Un modo, per il tecnico di Certaldo, per soddisfare la propria curiosità senza, però, al momento potersi ritenere completamente soddisfatto. Il centrocampista brasiliano ha mostrato alcune cose buone con palla tra i piedi e, di contro, le solite lacune legate al passo e alla fase di recupero palla. E poi ci sono i giovani e tra questi c’è chi si gioca la promozione o, quantomeno, l’attenzione di Spalletti per il resto della stagione. C’è Licina che ha ben figurato a Liegi e lo stesso vale per Durmisi, mentre Owusu appare indirizzato verso un prestito in Serie B dopo la tournèe. Per il resto, potrebbe esserci spazio per Koopmeiners, per lui sarebbe la prima stagionale.
TORINO - Il paradosso di una Juventus che sta cambiando ma che, alla terza amichevole stagionale contro il Nizza, si presenterà ancora una volta molto simile alla versione di sé mostrata contro Basilea e Standard Liegi. Se fuori esplodono i fuochi d’artificio, all’interno delle mura del Training Center i rumori arrivano lontani e ovattati. E si continua a lavorare, ad alzare i ritmi, mettere benzina nelle gambe e spuntare una dopo l’altra le caselle del programma di preparazione precampionato. La squadra si è ritrovata ieri per una sessione mattutina di allenamento: esercizi di riscaldamento, corsa e poi partitelle ad alta intensità.
Le condizioni di Kenan Yildiz
Su un altro campo, intanto, Jonathan David iniziava il lavoro atletico per mettersi al pari con gli altri. Hanno lavorato parzialmente insieme ai compagni Yildiz e Zhegrova; buoni segnali per Luciano Spalletti, soprattutto per quel che riguarda il numero dieci. Il fastidio al ginocchio sinistro ogni tanto si ripresenta, un bastoncino tra ruote che adesso filano dritte verso la ricerca della miglior condizione. Il peggio sembra essere alle spalle, il riposo post Mondiale e il lavoro cucito addosso a Kenan sembrano aver portato i loro frutti. Difficile, molto difficile, che possa essere rischiato contro il Nizza, decisamente più semplice immaginare che possa viaggiare insieme alla squadra per la tournée ormai alle porte. D’altronde, c’è un valore che va oltre quello sportivo: viaggiare con o senza Yildiz fa tutta la differenza del mondo, per le comunità bianconere di Hong Kong e Perth e, di riflesso, per la Juventus stessa.