
Auto in pista, senza piloti: ecco i cinque team che si sfideranno nell’evento schierati in pista. Fra gli altri, in piedi, il sindaco di Imola Marco Panieri e il direttore dell’ autodromo Pietro Benvenuti
Imola, 1 settembre 2026 – Imola laboratorio ad alta velocità: sabato 5 settembre alle 18.30, nell’ambito dell’Aci Racing Weekend, l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari ospiterà la prima gara europea dell’Abu Dhabi Autonomous Racing League (A2RL). A contendersi la vittoria saranno cinque team universitari, provenienti da Italia, Germania, Francia ed Emirati Arabi Uniti. Tra le formazioni italiane ci sono PoliMOVE, gruppo di ricerca del Politecnico di Milano, e Unimore Racing, dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Le vetture, derivate dalla Dallara Super Formula SF23, dovranno gestire autonomamente accelerazioni, traiettorie e sorpassi, trasformando la gara in un confronto non tra piloti, ma tra differenti sistemi di guida artificiale.

Auto in pista, senza piloti: ecco i cinque team che si sfideranno nell’evento
Il semaforo si accende, il motore sale di giri e la monoposto si prepara alla partenza. Solo che, questa volta, dal posto di guida non arriverà nessun comando umano. Perché al posto di guida non c’è nessuno. Per capire come una vettura senza pilota possa disputare un gran premio – il primo nel suo genere, in programma il 5 settembre all’autodromo di Imola – bisogna partire dalla capacità di raccogliere informazioni. I test sulla pista di Imola sono in corso da molti giorni.
Il pilota utilizza vista, esperienza e sensibilità
Il pilota utilizza vista, esperienza e sensibilità per interpretare ciò che accade intorno a lui; la monoposto autonoma, invece, deve costruire una percezione artificiale dell’ambiente. Telecamere, radar e sistemi lidar raccolgono dati sul tracciato, sulle altre vetture in gara e sugli oggetti circostanti, mentre gli strumenti di navigazione e di misurazione del movimento consentono di determinare posizione, velocità e comportamento della macchina. Tutte queste informazioni arrivano al computer di bordo e vengono combinate per costruire una rappresentazione precisa della situazione.

Le auto in gara all’autodromo di Imola sono derivate dalla Dallara Super Formula SF23
Le telecamere forniscono le immagini
Le telecamere forniscono le immagini, i radar misurano distanze e velocità, mentre i lidar utilizzano impulsi laser per ricostruire in tre dimensioni ciò che circonda la vettura. È la cosiddetta fusione dei dati dei sensori. A quel punto entra in gioco la parte più delicata: decidere. Gli algoritmi devono stabilire quale traiettoria seguire, a quale velocità affrontare una curva, quando frenare e quando accelerare. E devono farlo mentre la situazione cambia.
Il sistema deve prevederne il comportamento
Un’altra monoposto può occupare la linea ideale, rallentare o spostarsi: il sistema deve prevederne il comportamento delle altre auto in gara e modificare di conseguenza la propria traiettoria. «L’arrivo a Imola rappresenta un momento decisivo per il futuro del motorsport autonomo», sottolinea Stephane Timpano, amministratore delegato di Aspire, la società che ha dato vita alla competizione. La sfida tra i team si gioca proprio sulla capacità di trasformare i dati raccolti dai sensori in decisioni efficaci. Una volta stabilita l’azione, il computer deve farla eseguire alla macchina.
Gli ordini vengono trasmessi agli attuatori
Gli ordini vengono trasmessi agli attuatori che comandano sterzo, acceleratore, freni e cambio. Il sistema elettronico sostituisce così le mani e i piedi del pilota, trasformando una decisione digitale in un movimento reale della vettura. I margini di errore sono minimi. A 250 chilometri orari (questa la velocità massima raggiunta senza pilota) una monoposto percorre quasi 70 metri ogni secondo. Anche un ritardo di pochi decimi può quindi cambiare la traiettoria e compromettere una frenata. Per questo gli studi sulla guida autonoma da competizione lavorano sulla rapidità di elaborazione, ma anche sulla capacità di prevedere gli eventi: non soltanto reagire quando un avversario frena, ma stimare in anticipo dove sarà e come potrà muoversi. «Ospitare queste avanzate vetture a guida autonoma è una straordinaria opportunità che unisce la passione del nostro territorio alle nuove frontiere della mobilità globale», sottolinea il sindaco Marco Panieri. «Questa iniziativa – conclude il direttore dell’Autodromo, Pietro Benvenuti – conferma la nostra capacità di essere un punto di riferimento anche per le tecnologie che stanno disegnando il futuro. Imola è oggi una piattaforma internazionale capace di mettere in dialogo competizione, ricerca, industria e formazione».