Chiusa la gara da 3,3 milioni, si va all’assegnazione. L’ultimo intervento di manutenzione risale al 2004.

Il recupero di Villa Mirabello rientra nel Masterplan regionale avviato nel ’23 e articolato su 10 anni

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Dopo le Serre comunali, nel Parco di Monza si preparano altre rinascite. Si tratta di due luoghi che raccontano, insieme, la storia più aristocratica del grande complesso monumentale: Villa Mirabello e Villa Mirabellino. Collegate dal prospettico viale dei carpini, le due ville di delizia volute tra Sei e Settecento dagli esponenti della famiglia Durini, feudatari di Monza dalla metà del Seicento, si apprestano a cambiare volto.
Proprio questo fine settimana sono eccezionalmente aperte al pubblico per le Giornate d’Autunno del Fai. Poi, per entrambe, sarà tempo di lavori. Il recupero di Villa Mirabello rientra nel Masterplan regionale dedicato al Parco e alla Villa Reale, avviato nel maggio 2023 e destinato a svilupparsi nell’arco di 10 anni. Per Villa Mirabello è previsto un intervento da quasi 3,3 milioni di euro, con la gara d’appalto gestita da Aria Spa, società regionale. La procedura si è chiusa all’inizio di luglio e ora è nella fase di valutazione per l’assegnazione.
Il progetto riguarda la manutenzione straordinaria e gli interventi strutturali, il ripristino dell’involucro esterno e una serie di opere destinate a ridisegnare anche gli spazi attorno alla villa: saranno demolite tettoie, depositi e pavimentazioni esterne, rimossi due serbatoi di carburante interrati e ripristinata l’area a prato. L’avvio dei lavori è previsto per l’inizio del 2027 e la durata sarà di 730 giorni dalla consegna, escluso il collaudo. Sostanzialmente, poco più di 2 anni di interventi.
Non si tratta soltanto di restituire bellezza. Villa Mirabello porta infatti i segni di anni di mancata manutenzione e di inutilizzo. Il complesso, racchiuso da una cinta muraria, presenta un corpo principale sviluppato a U, articolato in corpo centrale, ala sud e ala nord. Murature portanti in mattoni, solai lignei, volte e antiche pavimentazioni in cotto raccontano la stratificazione dell’edificio. Ma sono numerose le criticità: umidità di risalita, macchie, distacchi e disgregazioni degli intonaci, efflorescenze saline, zoccolature deteriorate e interventi realizzati in passato con materiali impropri.
Degradati anche diversi serramenti in legno, mentre persiane e infissi presentano fessurazioni, distacchi, esfoliazioni, rotture e ossidazioni. Negli ambienti inutilizzati si sono inoltre accumulati guano, polveri, macerie e materiali, anche a causa di atti vandalici. "È un intervento molto importante per il recupero della Villa – spiega Corrado Beretta, responsabile dell’Area Valorizzazione e fruizione del Consorzio Villa Reale e Parco di Monza –. Saranno i primi lavori dopo quelli del 2004, allora finanziati dal Comune. L’obiettivo principale sarà mettere in sicurezza gran parte del complesso architettonico".
A.S.
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